Riscoprire il rito della Benedizione di alunni e insegnanti all’inizio dell’anno scolastico
5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

Riscoprire il rito della Benedizione di alunni e insegnanti all’inizio dell’anno scolastico
Il rito della benedizione degli alunni e degli insegnanti all'inizio dell'anno scolastico è un momento profondamente spirituale che si radica nella tradizione cristiana. La sua essenza teologica si sviluppa a partire dall'idea che ogni inizio, in particolare quello di un anno scolastico, è un’occasione per invocare la benedizione di Dio e chiedere la Sua guida. Nel rito si riconosce che l’educazione non è solo un processo umano, ma che è animato dalla presenza e dalla grazia divina.
L’anno scolastico come viaggio spirituale
Come descritto nelle premesse, la scuola è vista come un luogo in cui si intrecciano gioie e difficoltà, successi e fallimenti, in un cammino di crescita. Ogni giorno della scuola è intessuto di situazioni che sono occasioni di apprendimento, non solo intellettuale, ma anche umano e spirituale. La benedizione di inizio anno è un atto di consapevolezza di questi momenti, un invito a vivere ogni esperienza con la luce della fede e la guida dello Spirito Santo.
In particolare, la benedizione ci ricorda che la scuola è anche un luogo dove la promessa di Dio si realizza attraverso l’incontro tra persone chiamate a lavorare per il bene comune. La scuola diventa quindi uno spazio sacro, in cui l'educazione è non solo trasmissione di conoscenze, ma anche un'opportunità per crescere nella sapienza che viene da Dio, una sapienza che si radica nell’amore e nella carità.
La scuola come luogo di incontro con Cristo
La figura di Cristo, Maestro per eccellenza, è centrale in questo rito. Il Vangelo ci racconta che, anche da bambino, Gesù "cresceva in sapienza, età e grazia" (Lc 2,52) e che nel Tempio di Gerusalemme stupiva i dottori della legge con la profondità delle sue domande e risposte (Lc 2,41-50). Questo episodio racconta di come ogni percorso educativo sia anche un incontro con il mistero di Dio. In un certo senso, l'educazione scolastica è un cammino verso una maggiore comprensione di sé e del mondo, ma è anche, se ben vissuto, un cammino di avvicinamento a Cristo che illumina ogni aspetto della vita.
La benedizione come dono di luce e sapienza
La preghiera di benedizione è un'invocazione a Dio affinché la Sua luce guidi alunni e insegnanti e possa donare la Sua sapienza, quella che Cristo stesso incarnò e che l'educazione dovrebbe trasmettere. La scuola è allora non soltanto un luogo di preparazione professionale o accademica, ma anche un luogo in cui l'uomo è chiamato a crescere spiritualmente.
Il ruolo della comunità educante
Il rito sottolinea inoltre l’importanza della comunità educante, unita nel compito di crescere i giovani. Ricordiamo che la benedizione è estesa non solo agli studenti, ma anche agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, e alle famiglie, tutti coinvolti in una missione condivisa: quella di educare. L'idea che la comunità educante sia chiamata a "costruire" una nuova civiltà, quella dell'amore, riflette l’ideale cristiano di una società basata sulla giustizia, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà.
Riportiamo l’intero rito, che si può trovare ai nn.206-225 del Benedizionale
Rito della Benedizione
INIZIO
Quando tutti sono riuniti, si esegue un canto adatto o si fa una pausa di raccoglimento. Poi tutti si fanno il segno della croce, mentre il ministro dice:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
R. Amen.
SALUTO
Il ministro, se sacerdote o diacono, saluta i presenti con le seguenti parole o altre adatte, tratte di preferenza dalla Sacra Scrittura:
Dio, fonte di sapienza,
il Verbo fatto uomo, Cristo Signore,
e lo Spirito di verità sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
Oppure, se il ministro è un laico:
Fratelli e sorelle,
lodiamo e ringraziamo Dio, fonte di sapienza,
il Verbo fatto uomo, Cristo Signore,
e lo Spirito di verità.
R. Benedetto nei secoli il Signore.
MONIZIONE INTRODUTTIVA
Il ministro, o un’altra persona idonea, introduce il rito di benedizione con queste parole o altre simili:
Gesù è il maestro dell'umanità. In lui ogni educatore trova un punto di riferimento esemplare.
Insegnanti e alunni sono chiamati a guardare a Gesù, che cresce in sapienza, età e grazia, e nel tempio di Gerusalemme stupisce i dottori della legge per la profondità delle sue domande e del suo ascolto.
Egli dunque ha un dono e una parola per tutti nel momento in cui la scuola riapre i battenti.
Chi si propone di saldare la scuola e la vita, i valori dell'umanesimo cristiano e le nuove acquisizioni della scienza e della tecnica, non può non invocare lo Spirito del Signore, sorgente di grazia e di luce.
LETTURA DELLA PAROLA DI DIO
Un lettore o uno dei presenti legge uno dei seguenti testi della Sacra Scrittura:
Lc 2,41-50 - Gesù fra i dottori
Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo Luca:
(segue il testo completo di Lc 2,41-50)
RESPONSORIO
Si può cantare o recitare un salmo responsoriale o eseguire un altro canto adatto.
Sal 1,1-2 3 4.6
R. Beato chi spera nel Signore.
BREVE ESORTAZIONE
Il ministro rivolge brevi parole ai presenti, illustrando la lettura biblica, perché percepiscano il significato della celebrazione.
Breve silenzio.
PREGHIERA DEI FEDELI
Si invoca Dio nostro Padre per intercessione di Maria, sede della sapienza, affinché illumini e sostenga tutti i membri della comunità educante.
R. Guidaci con il tuo Spirito, Signore.
PREGHIERA DI BENEDIZIONE
Il ministro, con le braccia allargate se sacerdote o diacono, con le mani giunte se laico, pronuncia la preghiera di benedizione:
Padre della luce,
fa' di noi, alunni e docenti,
i discepoli di quella sapienza
che ha come libro, cattedra e maestro
il Cristo tuo Figlio;
assisti e proteggi tutti i membri della comunità educante
e rendi fecondo ogni sforzo sincero,
perché le nuove generazioni
siano promosse nella scuola e nella vita;
aiutaci a dare un valido contributo
all'edificazione della civiltà dell'amore
a lode e gloria del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
PER I BAMBINI CHE INIZIANO PER LA PRIMA VOLTA LA SCUOLA
Dopo la preghiera di benedizione, i genitori, o un altro familiare, conducono i bambini dal sacerdote o dal diacono che fa loro un segno di croce sulla fronte dicendo:
Il Signore Gesù ti benedica
e ti custodisca nel suo amore.
R. Amen.
CONCLUSIONE
Il ministro, se sacerdote o diacono, stendendo le mani sugli alunni e sugli insegnanti dice:
Dio nostro Padre, fonte di ogni bene,
vi colmi dei suoi doni.
R. Amen.
Cristo, Maestro e Signore,
sia vostra guida nella quotidiana esperienza di vita.
R. Amen.
Lo Spirito Santo illumini le vostre menti e i vostri cuori
e vi conduca alla verità tutta intera.
R. Amen.
E su voi tutti qui presenti,
scenda la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio X e Spirito Santo.
R. Amen.
Se il ministro è un laico, invoca su tutti i presenti la benedizione di Dio e facendosi il segno di croce dice:
Il Signore Gesù, maestro di sapienza e di vita
**
ci benedica e ci custodisca nel suo amore.**
R. Amen.
Il rito può chiudersi con un canto corale.

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