Prima dell’Aquila… c’era Santa Chiara 

6 mesi ago · Updated 6 mesi ago

Pochi lo sanno, ma il Convento di Santa Chiara esisteva già prima della fondazione ufficiale della città dell’Aquila. Già nel 1195 — quando ancora L’Aquila non era che un’idea — qui sorgeva una piccola chiesa, Santa Maria d’Aquili, attorno alla quale alcune monache avevano scelto di vivere in preghiera. Solo nel 1333 il complesso prese il nome di Santa Chiara, diventando dimora spirituale delle Clarisse per oltre cinque secoli.

E forse non è un caso. Perché tutto, qui, emana quella scelta radicale e luminosa di quella giovane donna che cambiò la storia con il coraggio della povertà.

È il 1211. È notte. Chiara ha diciotto anni. Corre via da casa, via da ogni privilegio, per seguire un sogno nato sette anni prima, quando vide Francesco d’Assisi rinunciare a tutto per abbracciare Madonna Povertà. In quella fuga coraggiosa c’è l’inizio di un nuovo modo di vivere il Vangelo. Una rivoluzione silenziosa che affascinerà altre donne, tra cui sua madre e le sue sorelle, fino a dar vita alle “Povere Dame” di San Damiano.

Prima donna a scrivere una Regola, instancabile adoratrice dell’Eucaristia, Santa Chiara è forza, dolcezza e radicalità evangelica. È luce che attrae. E la sua luce, in qualche modo, è giunta fino a noi, fino a questo angolo di L’Aquila, dove la preghiera non ha mai smesso di abitare.

Per secoli, il Convento di Santa Chiara è stato casa di monache e poi di frati cappuccini. Ha resistito ai terremoti, alle guerre, alle soppressioni. È stato centro di formazione, rifugio spirituale, ma anche cuore pulsante della vita cittadina: dai gruppi giovanili alle confessioni silenziose, dai cappellani dell’ospedale ai frati che accompagnano fedeli e malati, sempre con discrezione e amore.

Qui si ricordano i caduti del bombardamento dell’8 dicembre 1943, con la stele dell’Immacolata che ogni anno riceve un fiore, una preghiera, una lacrima. Qui l’arte, la fede e la storia si intrecciano tra affreschi antichi, statue restaurate con dedizione, biblioteche preziose e memorie che resistono al tempo.

E oggi, dopo il sisma, ricostruito e riaperto, il Convento continua a essere un’oasi di pace per chiunque entri anche solo per pochi minuti. Un luogo dove Dio sembra più vicino e il cuore si alleggerisce, dove si ritrova il senso.

Santa Chiara è più di un convento: è una sorgente spirituale, che ha preceduto la città e continua ad accompagnarla.

"Niente è tanto grande quanto il cuore dell’uomo: lì, nell’intimo, abita Dio."
– Santa Chiara d’Assisi

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