Partecipi della gioia, con don Luigi Maria Epicoco
4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

L'Aquila - Durante la presentazione della XXXIII edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino, che torna a celebrare l’impegno civile, la cultura della legalità e la memoria delle figure che più incarnano i valori del giudice ucciso dalla mafia, che ha avuto luogo ieri nella Sala conferenze di Palazzo Margherita, è stato annunciato che don Luigi Maria Epicoco, riceverà il Premio nazionale Paolo Borsellino, per il suo infaticabile impegno nell’opera di evangelizzazione, soprattutto al fianco dei giovani. Il “Premio, oggi, è ritenuta univocamente la più grande, la più seguita e la più importante manifestazione sul tema della Legalità.
Il “Premio nazionale Paolo Borsellino” - che nasce il 3 dicembre 1992 dalla volontà del giudice “Antonino Caponnetto” che ne fu primo Presidente fino al 2002. Antonino Caponnetto invitato a Teramo, al Teatro Cittadino, dall’Associazione “Società Civile” per un incontro con gli studenti dedica la targa consegnatagli da Rita Borsellino al fratello Paolo ucciso pochi mesi prima in via D’Amelio – vuole sensibilizzare la Società Civile e tutte quelle persone che hanno la voglia di condividere la Cultura della Legalità. Per questa ragione, una delle più alte intenzioni che il Premio vuole perseguire è quella di un impegno concreto, verso una società più giusta e meno violenta, all’interno di contesti giovanili attraverso la promozione di progetti di educazione civica, cittadinanza attiva e buone pratiche. In questi anni il Premio ha dato voce ad oltre 1500 testimoni, giornalisti, scrittori, docenti, studenti, magistrati, impegnati per rendere migliore questa Società.
L’importante Premio, che pone all’attenzione pubblica il lavoro costante compiuto nei campi della legalità, del sociale, del giornalismo, della memoria, dell’impegno civile, del lavoro, trova in don Gino un modello dal punto di vista culturale, per la produzione che egli offre alla cittadinanza, in merito a: pubblicazioni, interviste, video sui social media, presenza sul territorio nazionale in tutti i luoghi che richiedono la sua presenza e i suoi interventi.
Nostro Signore Gesù Cristo – risorto dai morti – esortava i propri discepoli a proseguire l’opera evangelizzatrice e di edificazione del Regno divino, affermando: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,15-18). I primissimi pronunciamenti magisteriali di papa Francesco invitavano alla gioia della evangelizzazione: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni» (EG 1); «solo grazie a quest’incontro – o reincontro – con l’amore di Dio, che si tramuta in felice amicizia, siamo riscattati dalla nostra coscienza isolata e dall’autoreferenzialità. Giungiamo ad essere pienamente umani quando siamo più che umani, quando permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero. Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice. Perché, se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?» (EG 8).
La semina del gaudio e della salvezza prosegue. Convoca tutte le persone di buona volontà a mettersi in gioco, per compiere la propria vocazione e la personale missione; e, insieme in comunità, a testimoniare la carità che unisce i cuori e i cammini.
Accogliamo – dunque – questo lieto evento. Partecipiamo, tutti, alla gioia della Chiesa, dei fedeli, e di don Luigi. Facciamogli corona intorno domani mattina, quali fratelli tra di noi, «concittadini dei santi e familiari di Dio» (Ef 2,19).

Articoli correlati