Papa Leone XIV ha benedetto il Borgo Laudato si’
5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

Papa Leone XIV ha benedetto e inaugurato il Borgo Laudato si’, nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, ieri, venerdì 5 settembre. L’evento ha visto il Vescovo di Roma presiedere la celebrazione eucaristica e aprire le porte del luogo alle visite di tutti coloro che desiderano conoscere la nuova realtà presente all’interno di quelle mura della Santa Sede. Possiamo – effettivamente – parlare di “nuova realtà”, poiché, a chi avrà il piacere e la grazia di visitare il Borgo, verrà spiegato che le Ville Pontificie di Castel Gandolfo – fino a oggi – hanno conosciuto tre diverse raffigurazioni abitative: essa era, inizialmente, una imponente casa dell’imperatore romano Domiziano; in una seconda era storica, essa è diventata la residenza estiva dei Sommi Pontefici; in ultimo, per volere di papa Francesco, la Villa ha visto la generatività del Borgo che incarna, appieno, lo spirito della enciclica Laudato si’.
In questi ultimissimi anni, Castel Gandolfo ha visto: l’ordinaria cura degli spazi verdi (attraverso il lavoro di ben sessanta giardinieri); varie piantagioni di nuove colture; molti innesti di vigne; la fondazione di comunità per aiuto sociale a persone in difficoltà; lo sviluppo di scuole per la formazione; il coordinamento delle visite turistiche; la conferma di un centro di spiritualità.
Il Vescovo di Roma, nella sua omelia di questo intenso pomeriggio di visita, preghiera e riflessione, ha affermato: «Nel testo del Vangelo di Matteo che abbiamo appena ascoltato, Gesù rivolge diversi insegnamenti ai suoi discepoli. Vorrei soffermarmi su uno di essi, che sembra particolarmente adatto a questa celebrazione. Dice così: “Guardate gli uccelli del cielo … Osservate come crescono i gigli del campo” (Mt 6,26.28). Non è raro che il Maestro di Nazaret faccia riferimento alla natura nei suoi insegnamenti. Flora e fauna sono spesso protagoniste nelle sue parabole. Ma in questo caso c’è un chiaro invito all’osservazione e alla contemplazione del creato, azioni finalizzate a comprendere il disegno originale del Creatore. Tutto è stato sapientemente ordinato, fin dall’inizio, affinché tutte le creature concorrano alla realizzazione del Regno di Dio. Ogni creatura ha un ruolo importante e specifico nel suo progetto, e ciascuna è “cosa buona”, come sottolinea il Libro della Genesi (cfr Gen 1,1-29). Nello stesso brano evangelico, riferendosi agli uccelli e ai gigli, Gesù rivolge ai suoi discepoli due domande: “Non valete forse più di loro?»; e poi: «Se Dio veste così l’erba del campo, … non farà molto di più per voi?” (Mt 6,30). Quasi a riprendere implicitamente il racconto della Genesi, Gesù sottolinea il posto speciale riservato, nell’atto creativo, all’essere umano: la creatura più bella, fatta a immagine e somiglianza di Dio. Ma a tale privilegio è associata una grande responsabilità: quella di custodire tutte le altre creature, nel rispetto del disegno del Creatore (cfr Gen 2,15). La cura del creato, dunque, rappresenta una vera e propria vocazione per ogni essere umano, un impegno da svolgere all’interno del creato stesso, senza mai dimenticare che siamo creature tra le creature e non creatori».
Leone XIV ha concluso le proprie meditazioni, ribadendo: «Il Borgo Laudato si’, che oggi inauguriamo, si pone come una delle iniziative della Chiesa tese a realizzare questa «vocazione di essere custodi dell’opera di Dio» (Esort. ap. Laudate Deum, 217): un compito impegnativo ma bello, affascinante, che costituisce un aspetto primario dell’esperienza cristiana. Il Borgo Laudato si’ è un seme di speranza, che Papa Francesco ci ha lasciato come eredità, un “seme che può portare frutti di giustizia e di pace” (Messaggio per la X Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato). E lo farà rimanendo fedele al proprio mandato: essere un modello tangibile di pensiero, di struttura e di azione, in grado di favorire la conversione ecologica attraverso l’educazione e la catechesi. Quello che vediamo oggi è una sintesi di straordinaria bellezza, dove spiritualità, natura, storia, arte, lavoro e tecnologia intendono coabitare in armonia. È questa in definitiva l’idea del “borgo”, un luogo di vicinanza e prossimità conviviale. E tutto questo non può non parlarci di Dio».

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