Papa Leone e il Venezuela
1 mese ago · Updated 4 settimane ago

Crisi in Venezuela, tensioni con gli Stati Uniti ed esplosioni a Caracas: Papa Leone XIV è intervenuto più volte chiedendo pace, dialogo e tutela del popolo, mentre il conflitto rischia di degenerare.
L’attacco in Venezuela la notte del 3 gennaio, rivendicato da Donald Trump con l’annuncio shock della cattura di Nicolás Maduro, ha aperto uno scenario di guerra che mette alla prova non solo gli equilibri geopolitici, ma anche il giovane pontificato del primo Papa americano della storia.
Per Leone XIV, eletto da pochi mesi e fino ad allora poco conosciuto fuori dai palazzi vaticani, il Venezuela rappresenta una sfida precoce e drammatica. Da un lato, la sua patria d’origine, gli Stati Uniti, che avanza verso un confronto armato; dall’altro, un Paese a maggioranza cattolica lacerato da anni di crisi economica, repressione e fuga di massa. In mezzo, la Chiesa, sotto pressione crescente da parte delle autorità venezuelane e al tempo stesso chiamata a non rompere i fragili canali diplomatici.
Finora il Papa ha scelto una linea di equilibrio difficile: nessuna condanna plateale, nessuna parola che possa essere letta come un avallo all’uso della forza. «La violenza non porta mai alla vittoria», aveva detto già il 4 novembre, rispondendo ai giornalisti all’uscita da Castel Gandolfo, mentre cresceva la tensione tra Washington e Caracas e le navi militari statunitensi si avvicinavano alle coste venezuelane. Un monito ribadito anche il 2 dicembre, sull’aereo da Beirut a Roma, quando Leone XIV ha parlato apertamente del rischio di un’operazione militare: meglio la pressione diplomatica ed economica, aveva spiegato, ma sempre accompagnata dalla ricerca di «un’altra forma» per cambiare le cose, se questo è l’obiettivo degli Stati Uniti.
Dietro questa prudenza pubblica, però, si muove una fitta attività silenziosa. La Santa Sede dispone di una diplomazia raffinata, un soft power forgiato da sacerdoti-diplomatici esperti in mediazione. È lo stesso capitale umano che in passato ha contribuito a disinnescare crisi epocali, dalla Guerra Fredda alla guerra civile in Sud Sudan. Anche oggi, mentre i marines statunitensi pattugliano le acque venezuelane sotto la bandiera della lotta al narcotraffico e Maduro denuncia un pretesto per il cambio di regime, il Vaticano resta uno dei pochi attori capaci di parlare con tutti.
Il legame personale di Leone XIV con il Venezuela rende questa crisi ancora più intima. Da vescovo in Perù, per oltre vent’anni, ha conosciuto da vicino l’esodo venezuelano iniziato nel 2017: migliaia di uomini, donne e bambini arrivati senza documenti né risorse, in fuga da fame e instabilità. È lì che il futuro Papa ha maturato una profonda attenzione per i migranti e un rapporto diretto con il clero venezuelano, oggi sotto attacco.
Non a caso, lo stesso Maduro aveva scritto al Pontefice nell’ottobre del 2025 chiedendo aiuto per «preservare e raggiungere la pace e la stabilità». Un appello che arriva mentre gli Stati Uniti parlano apertamente di “conflitto armato” contro i cartelli e intensificano le operazioni militari nei Caraibi. In questo contesto, Leone XIV non ha ancora offerto ufficialmente la mediazione vaticana, ma il silenzio non equivale all’inerzia.
Un segnale potente è arrivato il 19 ottobre 2025, con la canonizzazione di san José Gregorio Hernández, il “medico dei poveri”, e di santa Carmen Rendiles. Davanti a decine di migliaia di fedeli, il Papa ha richiamato le parole dei vescovi venezuelani: un invito a riconoscersi «figli e fratelli della stessa Patria». Un messaggio spirituale, ma anche profondamente politico, in un Paese spaccato e sull’orlo della violenza.
Per Leone XIV, la logica resta una sola: finché si parla, non si spara. È una scommessa fragile, forse impopolare, ma coerente con la tradizione diplomatica della Santa Sede. Nel buio della crisi venezuelana, la sua voce non promette soluzioni rapide, ma indica una strada: proteggere il popolo, evitare l’escalation, tenere aperta ogni possibilità di dialogo. Anche quando il mondo sembra aver già scelto il rumore delle armi.

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