Papa Leone alla Pontificia Università Lateranense inaugura l’anno accademico 2025-2026

3 mesi ago · Updated 3 mesi ago

Il 14 novembre l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense si è fatta grembo di Chiesa viva: studenti, docenti, religiosi, laici, autorità civili ed ecclesiastiche hanno accolto il Santo Padre per il Dies Academicus, momento solenne che apre l’Anno Accademico 2025-2026 dell’Ateneo che, da oltre due secoli, gode del titolo unico e impegnativo di “Università del Papa”.

La Pontificia Università Lateranense, giunta al suo 253° anno accademico, rappresenta un luogo privilegiato nella vita della Chiesa, poiché la sua identità non nasce dal carisma di un fondatore ma dalla relazione diretta con il Successore di Pietro. La storia ripercorsa da Papa Leone lo conferma con chiarezza: quando nel 1773 Clemente XIV affidò la scuola di teologia del Collegio Romano al clero secolare, pose le basi di un Ateneo legato al Papa per la formazione del suo presbiterio. Pio IX diede poi l’assetto delle quattro Facoltà tuttora presenti, mentre Leone XIII fondò l’Istituto di Alta Letteratura, ampliando la visione culturale dell’Ateneo. Pio XII, erigendo il Pontificio Istituto Pastorale, sottolineò la necessità di una teologia che si lasciasse misurare dalla vita concreta. San Giovanni XXIII conferì il titolo di Università, e San Paolo VI, già professore nelle sue aule, ribadì il vincolo strettissimo con la Curia Romana. San Giovanni Paolo II definì la Lateranense “l’Università del Papa”, un riconoscimento che, disse, è insieme onore e responsabilità. Benedetto XVI rinnovò il sostegno e l’affetto verso questa istituzione, mentre Papa Francesco l’ha voluta ancora più orientata alle sfide del nostro tempo istituendo i cicli di Scienze della Pace e di Ecologia e Ambiente.

Questo radicamento nel magistero petrino fa della Lateranense un laboratorio in cui l’insegnamento della Chiesa universale viene pensato, recepito, approfondito e tradotto nei contesti concreti della cultura contemporanea. Il Papa ha ricordato che oggi abbiamo urgente bisogno di pensare la fede, perché il nostro tempo corre il rischio di un vuoto culturale che non solo indebolisce la credibilità del cristianesimo, ma genera disorientamento e smarrimento esistenziale. Per questo la Facoltà di Teologia è chiamata a mostrare la bellezza del Vangelo nelle forme nuove richieste dai contesti attuali, a far emergere la forza umanizzante della fede e a generare processi profetici che migliorino la storia e aprano cammini di speranza. La Filosofia, a sua volta, deve custodire la ricerca della verità attraverso una ragione che dialoghi con la Rivelazione e con le culture, soprattutto in un’epoca segnata da tendenze trans-umanistiche e post-umanistiche che rischiano di oscurare la dignità integrale della persona. Le Facoltà giuridiche, che da secoli costituiscono una specificità della Lateranense, sono invitate a valorizzare la comparazione tra diritto canonico e sistemi civili, affrontando con serietà anche la questione dei processi amministrativi, oggi essenziale per una Chiesa che vuole agire con trasparenza e giustizia. I cicli dedicati alla pace e all’ecologia integrale, voluti da Papa Francesco, incarnano l’impegno ecclesiale verso un mondo più giusto, solidale e attento alla cura della casa comune, e formano operatori in grado di contribuire nei processi culturali, sociali e internazionali.

Papa Lene ha poi indicato tre dimensioni fondamentali della missione formativa dell’Ateneo. La prima è la reciprocità, da vivere in un contesto mondiale che confonde la persona con l’individuo e che idolatra l’autosufficienza. La Lateranense, popolata da studenti e docenti dei cinque continenti, è chiamata a essere un segno profetico di fraternità, luogo di incontro, dialogo e dono reciproco, contro ciò che l’enciclica Fratelli tutti definisce il “virus dell’individualismo radicale”. La seconda dimensione è la scientificità, che non può essere sacrificata in nome dell’efficienza pastorale o dell’immediatezza pratica. Il Papa mette in guardia dalla tentazione di semplificare ciò che è complesso, rischiando così di impoverire il pensiero e di scadere nella banalità o nella rigidità. L’università deve invece promuovere ricerca rigorosa, docenti preparati e sostenuti nelle loro condizioni di lavoro, studenti motivati e capaci di impegno, e un dialogo costante con altre scienze, perché solo nella fatica del pensiero si mantiene vivo il dialogo tra fede e realtà. È ciò che il teologo Marcello Bordoni chiamava la “fatica del concetto”, che nasce dall’incontro tra la Rivelazione e il mondo che cambia. La terza dimensione è il bene comune, verso il quale deve tendere ogni processo educativo. La missione dell’Ateneo non è formare personalità autoreferenziali, ma uomini e donne capaci di servizio, gratuità, responsabilità e passione per la giustizia, costruttori di un mondo nuovo in cui la fede si traduca in scelte sociali e culturali generative.

Per questo il Santo Padre ha invitato la Lateranense a sognare in grande, a osare il futuro, a immaginare percorsi nuovi per l’inculturazione del cristianesimo. Essere l’Università del Papa significa assumere la responsabilità di accompagnare la Chiesa nei suoi cammini di rinnovamento, preparare una teologia capace di ascoltare le sfide del presente, formare cristiani maturi e pensatori liberi, e offrire alla società un contributo intellettuale, spirituale e umano che renda il Vangelo una forza trasformante. La Lateranense è così chiamata a un servizio unico: aiutare ogni persona a scoprire che in Cristo risiede la pienezza a cui il cuore umano aspira, e contribuire a costruire il volto della Chiesa del futuro con fedeltà al magistero dei Papi e con coraggio evangelico, nella gioia della ricerca e nella passione per la verità.

Tra gli istituti affiliati, anche L’Aquila, l’ISSR “Fides et Ratio”

La riflessione accademica, nutrita dal carisma petrino, si sviluppa in un orizzonte che abbraccia dimensioni interdisciplinari, internazionali e interculturali, e questa apertura prende forma concreta non solo nelle quattro Facoltà e nei due Istituti presenti nella sede principale, ma anche nei tre Istituti ad instar facultatis situati all’esterno, cioè il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum degli Agostiniani, la Pontificia Accademia Alfonsiana dei Redentoristi dedicata alla Teologia Morale e il Pontificio Istituto Claretianum dei Claretiani specializzato nella Teologia della Vita Consacrata. A questa rete già articolata si aggiungono ventotto Istituti associati, tra i quali merita un ricordo speciale l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila. 

La missione dell’ISSR dell’Aquila è formare i fedeli – laici, religiose e religiosi non sacerdoti – affinché possano approfondire la propria vita cristiana, rendere ragione della fede, esercitare il loro apostolato e partecipare attivamente all’opera di evangelizzazione. Parallelamente, l’Istituto intende preparare figure professionali capaci di inserirsi nelle dinamiche culturali e operative della società contemporanea, collaborando in modo qualificato con i ministri sacri nelle loro specifiche attività.

Quella degli istituti è, in certo modo, una delle emanazioni più vitali della missione lateranense: una presenza nei territori, incarnata nelle comunità, che continua a far risuonare ciò che il Papa ha chiesto all’intera Università: “sognare in grande, a immaginare spazi possibili per il cristianesimo del futuro, a lavorare con gioia perché tutti possano scoprire Cristo e, in Lui, trovare la pienezza a cui aspirano”.

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