Papa Leone alla FAO: la fame è un grido che sale al Cielo che esige una risposta urgente
4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

Nel discorso pronunciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2025 il Pontefice richiama la comunità internazionale a un impegno concreto contro la fame, le guerre e le disuguaglianze: “Chi soffre la fame non è uno sconosciuto, è mio fratello”.
Giovedì 16 ottobre 2025, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e dell’80° anniversario della FAO, Papa Leone XIV ha preso la parola presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura a Roma. Il tema dell’anno, “Hand in Hand for Better Food and a Better Future” (“Mano nella mano per un’alimentazione e un futuro migliori”), ha offerto al Pontefice l’occasione per un discorso di straordinaria forza morale e universale, che ha toccato i grandi nodi della fame, della guerra e della responsabilità etica collettiva.
Con tono accorato, Leone XIV ha ricordato:
“Chi soffre la fame non è uno sconosciuto, è mio fratello. Aiutarlo senza dilazione alcuna è un dovere che ci unisce tutti”.
“La fame è una sconfitta etica dell’umanità”
Nel suo discorso, il Papa ha denunciato con fermezza l’ingiustizia che condanna 673 milioni di persone ad andare a dormire senza mangiare e 2,3 miliardi a non potersi permettere un’alimentazione adeguata:
“Dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una madre che non può nutrire i suoi figli. È un fallimento collettivo, un tradimento dell’etica, una colpa storica”.
Il Pontefice ha richiamato l’attenzione su una “economia senza anima” e su un “modello di sviluppo insostenibile e ingiusto” che genera disuguaglianze e distrugge comunità intere, spingendo milioni di persone a lasciare le proprie case.
Il cibo non come arma, ma come diritto
Con parole dure, Leone XIV ha condannato l’uso degli alimenti come strumenti di guerra, definendolo “un crimine contro l’umanità”:
“È doloroso constatare che, nonostante i richiami del diritto internazionale, il cibo venga ancora usato come arma, negando a uomini, donne e bambini il diritto più elementare: quello alla vita”.
Il Papa ha ricordato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che condanna l’uso della fame come metodo di guerra, sottolineando che “la coscienza del mondo non può restare in silenzio”.
Un appello alla responsabilità comune
Leone XIV ha lanciato un appello accorato alla solidarietà concreta e alla cooperazione tra le nazioni, esortando a superare “la logica dei proclami” per passare “a gesti tangibili che liberino dalla miseria chi oggi vive nella fame”.
“Non possiamo limitarci a slogan o programmi. I valori devono incarnarsi. I poveri non hanno bisogno di parole, ma di giustizia.”
Il Papa ha denunciato le “paradossali disuguaglianze” del mondo contemporaneo:
“Come possiamo accettare che si distruggano tonnellate di cibo mentre milioni di persone frugano nella spazzatura per sopravvivere?”
“Il cibo è un diritto, non un privilegio”
Con tono profetico, Leone XIV ha ricordato che la fame non è una fatalità ma una scelta collettiva:
“Non cadiamo nella trappola di vedere la fame come un problema da risolvere. È molto più di questo, è un grido che sale al Cielo e che esige una risposta urgente da ogni nazione, da ogni organizzazione internazionale, da ogni istituzione locale o privata. Ogni giorno di inerzia è una condanna per qualcuno”.
Il Pontefice ha invitato a un cambiamento radicale del paradigma politico e sociale, ponendo al centro la persona e non il profitto:
“Non basta invocare la solidarietà, bisogna garantirla. Non basta parlare di diritti, bisogna renderli accessibili. Il cibo è un diritto, non un privilegio.”
Le donne, sentinelle silenziose della sopravvivenza
Un passaggio significativo del discorso è stato dedicato al ruolo delle donne nella lotta alla fame:
“Le donne sono le prime custodi del pane, le seminatrici di speranza e le costruttrici silenziose del futuro. Riconoscere il loro ruolo non è solo giustizia: è garanzia di una società più umana.”
Il multilateralismo come via di pace e di giustizia
Papa Leone XIV ha difeso con decisione l’importanza del multilateralismo, definendolo “essenziale in un mondo multipolare e interconnesso”:
“Non si tratta solo di elaborare strategie, ma di ascoltare la voce dei popoli più poveri, di conoscere davvero le loro necessità, senza imporre soluzioni nate in lontani uffici.”
Ha invitato i Paesi ricchi ad “ascoltare senza filtri” le nazioni emarginate, rispettandone culture, religioni e tradizioni:
“Solo così potremo costruire una cooperazione autentica, fondata sulla dignità di ogni persona.”
Un grido per i popoli dimenticati
Il Papa ha poi rivolto un pensiero alle popolazioni segnate da guerra e povertà:
“Non possiamo dimenticare l’Ucraina, Haiti, l’Afghanistan, Gaza, il Mali, la Repubblica Centrafricana, lo Yemen, il Sud Sudan. In questi luoghi, la miseria è il pane quotidiano di troppi fratelli e sorelle.”
Ha ammonito la comunità internazionale:
“Il consenso precedentemente espresso dagli stati secondo cui la salvezza deliberata è un crimine di guerra e che impedire intenzionalmente l'accesso al cibo a intere comunità o popoli è altrettanto criminale, sembra svanendo.Con la nostra indifferenza diventiamo complici dell’ingiustizia.”
“Solo condividendo possiamo dire che nessuno è rimasto indietro”
Concludendo il suo intervento, Leone XIV ha rivolto un invito universale:
“Solo condividendo ciò che abbiamo ricevuto possiamo affermare con verità che nessuno è stato lasciato indietro.”
Ha invocato la benedizione di Dio sulla FAO e su quanti operano per la giustizia alimentare, ricordando che “la fame non è solo mancanza di pane, ma di amore, speranza e fede”.
“Gesù disse ai suoi discepoli davanti alla folla: ‘Date loro voi stessi da mangiare’. Con poco, Egli compì un grande miracolo. Anche noi possiamo farlo, se uniamo le mani e i cuori.”
Con un tono di profonda gratitudine, il Pontefice ha assicurato il sostegno della Santa Sede e delle istituzioni cattoliche, in unione con i suoi predecessori, a tutte le iniziative volte a servire “i più poveri e i più svantaggiati del mondo”.
“Solo unendo le nostre mani potremo costruire un futuro in cui la sicurezza alimentare sia un diritto universale, e non un privilegio di pochi.”

Articoli correlati