L'Eroe Fantasy fra Tradizione e Vangelo: Analisi di un Archetipo

2 mesi ago · Updated 1 mese ago

L'archetipo di Eroe nella tradizione del genere Fantasy è solitamente definito da un viaggio, il "Viaggio dell'Eroe" (Joseph Campbell), che lo porta da un mondo familiare a uno sconosciuto per affrontare una crisi, ottenere una vittoria e tornare trasfigurato dalla sua avventura. 

Il concetto di Eroe Fantasy quindi attinge agli schemi classici del genere e propone, in un percorso che riflette caduta e redenzione, archetipi come lo hobbit Frodo (il portatore debole, Eroe Riluttante) o Aslan (il Re/Salvatore di Narnia, Eroe Puro) ovvero, in chiave più moderna, Kalyme, la bimba protagonista di "I Doni del Bosco", secondo volume della trilogia fantasy "Le Cronache di Keheram".

La figura di Kalyme, infatti, Anello Mancante della profezia che prende vita nel misterioso Bosco di Keheram, si presta perfettamente ad essere analizzata in relazione agli archetipi del fantasy classico, ma anche della nuova idea di fantasy moderno come strumento di trascendenza che favorisca la manifestazione del Vangelo.

Kalyme, Eroe Riluttante o Eroe Puro?

Il ruolo di Kalyme come protagonista e il fatto che il suo destino sia legato a Keheram la inquadrano direttamente nel modello dell'Eroe Giovanile o Eroina Riluttante, ma con un'accentuazione particolare sulla dimensione interiore di “Ricerca e scoperta del sé”, tipica del fantasy moderno.

Per capire il concetto nel dettaglio, seguono tre esempi pratici organizzati secondo un semplice schema. Partendo dall’Archetipo o Elemento da analizzare, si individuano i Paralleli con la Tradizione Fantasy, per svelare infine l’Implicazione del Trascendente.

Come Elemento del primo esempio, analizziamo il Contesto, ossia il Bosco di Keheram. Se Kalyme "nasce" e vive in un luogo descritto come vasto e misterioso, il nostro Eroe non ha bisogno di cercare altri luoghi per vivere la sua avventura. Il fatto però che il suo mondo di partenza sia già un luogo di mistero, non basta a fare della bimba un “Eroe Puro”. Kalyme resta pur sempre una bambina incerta e indifesa. La sua età e inesperienza suggerirebbero quindi di avvicinare la figura al concetto di “Eroe Riluttante” della Tradizione Fantasy. Tuttavia, per Kalyme, l'avventura è la sua quotidianità. La bimba infatti si trova costantemente immersa nel mistero e nell’avventura del Bosco di Keheram, che la addestra continuamente come in una palestra dell’anima. Questo la distingue dall'eroe classico come lo Hobbit, che è strappato via dalla sua tranquillità. In sintesi il Trascendente, più che in un viaggio verso l'ignoto, è da individuare nell’approfondimento del mistero che circonda la piccolina. La sua lotta infatti consiste nell’esplorare e comprendere i significati del suo mondo, il "Regno della Fantasia".

Il secondo Elemento da analizzare è la Chiamata, che conivolge il Destino di Keheram. Dalla storia si evince che "Il destino di Keheram è nelle mani di Kalyme". Questo la rende una figura di eletta o prescelta, un topos centrale nel fantasy della Tradizione (Frodo, Harry Potter, Aslan stesso come Re). In questo caso si sottolinea il tema cristiano della Vocazione e del Compito Morale affidato all'individuo. La salvezza del mondo non è un fatto casuale, ma richiede la risposta specifica di una persona, i cui esiti non sono affatto scontati.

Il terzo importante Elemento da considerare è la Missione, individuata da un appellativo: L’Anello Mancante. Quel sottotitolo annunciato dalla profezia e auspicato da tutti i Guardiani di Keheram, è un riferimento potentissimo, sebbene indiretto, alla Tradizione Fantasy. In realtà non si tratta di un Anello del Potere fisico come in Tolkien, sebbene resti comunque un elemento essenziale per la sopravvivenza del Regno. Su di un livello Trascendente questo elemento simboleggia la sintesi della ricerca interiore e della Verità (Logos) che unisce spiritualità e realtà, ma anche due popoli. Il suo scopo non è solo personale, ma è emanazione di un disegno superiore (Provvidenza) e chiave per l'esistenza stessa dell’intero Bosco di Keheram.

Kalyme come Modello Moderno di Trascendenza

Il personaggio di Kalyme quindi rappresenta una sintesi perfetta fra fantasy classico e moderno. Mantiene la struttura morale dei personaggi di Tolkien e Lewis, in quanto eletta, chiamata al sacrificio. Modernizza il concetto di combattimento spostandolo dal campo di battaglia esterno (la Guerra dell'Anello) al Regno della Creatività, che è un “Regno interiore”, un “Regno a venire”, vera speranza di Keheram. Crea un parallelo con “i piccoli” del Vangelo, in quanto la resilienza del personaggio non deriva dalla magia o dalla spada, ma dalla sua sincera volontà, dall’accettazione del suo ruolo di "Anello Mancante", ovvero di elemento che unisce due popoli e dà significato al tutto.

Questo rende Kalyme un modello potente per il lettore moderno: la salvezza non è delegata a eroi con poteri magici, ma è radicata nell'autenticità, nella creatività e nella volontà dell'individuo, anche del più piccolo.

Autore: Nicola Caraccia

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