L’Aquila trattiene il respiro: la Capitale italiana della Cultura va in scena

3 settimane ago

C’è un momento, appena prima che tutto abbia inizio, in cui il tempo sembra fermarsi. È l’attimo in cui si trattiene il respiro, mentre l’emozione cresce e prende forma.

È questo il clima che si respirava ieri sera all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, durante le prove generali dell’evento inaugurale che tra poche ore aprirà ufficialmente l’anno de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Un grande racconto collettivo, ideato e costruito sotto la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis, che ha saputo intrecciare musica, parole, memoria e futuro, dando vita a uno spettacolo capace di parlare all’Italia intera, partendo dal cuore dell’Aquila.

La musica come voce della comunità

Protagonista dell'evento è l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, affiancata dal Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila e da musicisti dei Solisti Aquilani, insieme ad artisti di fama internazionale e giovani talenti del territorio.

Ettore Pellegrino, direttore artistico dell’ISA, ha espresso con chiarezza l’orgoglio di rappresentare l’Aquila in un evento di tale portata:

«Per noi, come istituzione territoriale abruzzese, è un grande orgoglio essere stati scelti a rappresentare L’Aquila in questo evento di riconoscimento nazionale e internazionale, alla presenza del Capo dello Stato. Coinvolgere le forze culturali della città è stata una gioia ed è stata un’ottima scelta.»

Sulla scelta musicale ha aggiunto:

«La musica è tutta bella, è stata arrangiata con grande cura e scelta in maniera meticolosa. Ci sono tanti brani che emozioneranno il pubblico, a partire dall’Inno di Mameli, che ogni volta che lo si esegue dà un fortissimo senso di appartenenza.»

E parlando di alcuni momenti chiave dello spettacolo:

«‘Amara Terra’ è un brano davvero emozionante, con una parte in dialetto e un finale in italiano. L’uso della fisarmonica gli dà un colore popolare molto intenso. E suonare con un musicista internazionale come Fabrizio Mancinelli è per noi un grande orgoglio.»

Il ritorno a casa di un artista internazionale

Tra i momenti più carichi di significato, la presenza del compositore aquilano Fabrizio Mancinelli, artista di fama internazionale, tornato nella sua città per partecipare a un evento che sente profondamente suo.

«Per me è un piacere tornare nella città in cui sono cresciuto e fare musica con tanti amici che conosco da anni: l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, i Solisti Aquilani, colleghi del Conservatorio. Fare musica in amicizia, sotto la direzione artistica di Leonardo De Amicis, è un modo bellissimo per dare lo start a questo anno così importante.»

Per l’occasione Mancinelli ha scritto un brano originale, “When Time Begins Again”, commissionato per l’anno della Capitale italiana della Cultura: «Il tempo si interrompe con una grande tragedia, come è accaduto con Rigopiano e con il terremoto. Ma a un certo punto la tragedia deve restare un’eco, mentre noi dobbiamo guardare avanti, verso la luce.»

E conclude con parole che sono un vero manifesto emotivo:

«Questo brano è dedicato alla mia città. È un abbraccio che non posso dare a tutti fisicamente, ma che voglio dare attraverso la musica.»

Raccontare l’Abruzzo davanti al mondo

A condurre l’evento inaugurale sarà Paride Vitale, imprenditore culturale e narratore appassionato dell’Abruzzo più autentico.

«Da sempre cerco di raccontare un Abruzzo bello, inedito, che merita più riflettori. L’Aquila Capitale della Cultura è un’occasione unica e irripetibile per una città strepitosa.»

Alla chiamata per presentare l’evento ha reagito così:

«All’inizio ho provato un grandissimo senso di responsabilità, quasi di inadeguatezza. Poi ho accettato perché è una sfida bellissima e sono certo che rimarrà uno dei ricordi più importanti della mia vita.»

E sul momento più emozionante:

«La presenza del Presidente della Repubblica all’Aquila è un segnale fortissimo. È un modo per dare il via a un anno in cui questa città parlerà all’Italia intera.»

Parole, musica e memoria condivisa

Tra gli artisti più attesi, Simone Cristicchi, che torna all’Aquila con un legame profondo e duraturo:

«Sono contento che L’Aquila mi abbia adottato da tanto tempo. Io cerco sempre di ricambiare questo affetto facendo del mio meglio.»

Cristicchi interpreterà “La Cura” insieme ad Amara e accompagnerà la musica con letture:

«Sarò qui come cantante, ma anche con due letture. È una giornata speciale, in cui abbiamo creduto tutti, anche ai tempi del dossier.»

Sul suo percorso artistico:

«Io torno a Sanremo solo quando ho qualcosa da dire. Poi torno subito al mio lavoro, al teatro, ai miei spettacoli. È quello che mi rappresenta.»

Un ritorno che viene dal cuore

Profondamente emozionante anche la presenza di Gianluca Ginoble, che nel 2009, a soli 14 anni, cantò a pochi giorni dal terremoto come preghiera l’Ave Maria di Gounod nella trasmissione Ti lascio una canzone di Antonella Clerici, sotto la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis, esperienza che lo lanciò insieme a Piero Barone e Ignazio Boschetto verso il successo internazionale con Il Volo.

«Avevo 14 anni e quell’esperienza è rimasta indelebile dentro di me. L’Aquila è nel mio cuore.»

«Tornare oggi è importante non solo per questa città, ma per tutto l’Abruzzo. Noi con la musica cerchiamo di allietare il cuore, ed è la cosa più importante.»

Le nuove voci della Capitale della Cultura

Accanto ai grandi nomi, spazio alle nuove generazioni.

Lorenzo Martelli, tenore, 27 anni, di Tagliacozzo:

«Ho vissuto otto anni all’Aquila, qui ho studiato al liceo musicale e al Conservatorio. Questa città mi ha formato, quindi rappresentarla oggi è per me un grande onore.»

Aloisia De Nardis, soprano, 26 anni, dell’Aquila:

«Canterò l’Inno d’Italia e ‘Il Canto della Terra’, un brano bellissimo armonizzato dal Maestro De Amicis. Siamo tutti felicissimi di essere qui.»

Riccardo Della Sciucca, tenore, da Atri:

«Amo l’Aquila e penso che questo sia un momento storico per la città. Essere qui, davanti al Presidente della Repubblica, è un orgoglio enorme.»

Noemi Tuzzi, giovane cantante di Sulmona, chiamata a sostituire Simona Molinari, costretta a rinunciare per un problema di salute:

«Sono emozionatissima. Mi dispiace molto per Simona, ma allo stesso tempo sono grata per questa occasione.»

Noemi interpreterà Crazy Boy:

«Nulla accade per caso. Spero che questa chiamata all’ultimo momento mi porti fortuna.»

Un grande abbraccio corale

A completare il quadro, 40 coristi scelti tra le rappresentanze corali della città dell’Aquila: un coro che diventa simbolo di comunità, partecipazione e identità condivisa.

Ora è tutto pronto. L’Aquila ha trattenuto il respiro a lungo.

Oggi, finalmente, la sua voce si alzerà forte e chiara.

Diretta su Rai 3 dalle ore 10.45

L’Aquila Capitale italiana della Cultura va in scena!

 

 

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