L’Aquila accoglie l’appello di Papa Leone, il 22 agosto digiuno e preghiera per la pace
6 mesi ago · Updated 5 mesi ago

L'Aquila, Mons. Antonio D’Angelo invita tutti i sacerdoti e i fedeli della diocesi a unirsi alla Giornata di digiuno e preghiera voluta da Papa Leone per invocare la pace nel mondo
L’Aquila – L’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, ha accolto con prontezza l’invito lanciato da Papa Leone durante l’udienza generale di mercoledì 20 agosto e invita tutti i sacerdoti della diocesi a sensibilizzare i fedeli a partecipare con convinzione alla Giornata di digiuno e preghiera per la pace, che si celebrerà venerdì 22 agosto, in occasione della memoria liturgica della Beata Vergine Maria Regina.
L’adesione dell’arcidiocesi dell’Aquila intende promuovere un gesto concreto di comunione e speranza, in un tempo segnato da guerre e sofferenze in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre parti del mondo.
Le parole integrali del Papa
Al termine dell’udienza, Papa Leone ha rivolto un accorato appello:
«Venerdì prossimo, 22 agosto, celebreremo la memoria della Beata Vergine Maria Regina. Maria è Madre dei credenti qui sulla terra ed è invocata anche come Regina della pace.
Mentre la nostra terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre regioni del mondo, invito tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso.
Maria, Regina della pace, interceda perché i popoli trovino la via della pace».
Un invito che ha toccato il cuore dei fedeli, rafforzato dalle parole pronunciate a braccio nella Basilica di San Pietro:
«Impariamo tutti a perdonare, perché perdonarci gli uni gli altri è costruire un ponte di pace. E dobbiamo pregare per la pace che è così necessaria nel nostro mondo oggi, una pace che solo Gesù Cristo ci può donare. Grazie per essere stati qui stamattina, e grazie per la vostra pazienza. E chiediamo la benedizione del Signore su ciascuno di noi».
L’appello dell’arcivescovo D’Angelo
Mons. Antonio D’Angelo, in sintonia con il messaggio del Pontefice, ha invitato tutti i sacerdoti della diocesi dell’Aquila a promuovere con convinzione questa iniziativa, coinvolgendo le comunità locali in momenti di preghiera e digiuno, affinché si elevi una voce di pace dalla città capoluogo d’Abruzzo, già segnata dalla sofferenza, ma testimone di resilienza e fede.
L’udienza generale, il perdono come fondamento della speranza
Durante l’udienza generale, il Pontefice ha proseguito il ciclo di catechesi in preparazione al Giubileo del 2025, soffermandosi sul tema: «La Pasqua di Gesù. Il perdono – Li amò sino alla fine» (Gv 13,2).
Il Papa ha meditato sul gesto di Gesù che, durante l’Ultima Cena, offre il pane a Giuda, colui che lo avrebbe tradito. Un atto d’amore che va oltre il rifiuto e l’ingratitudine, un gesto che mostra un amore che non si arrende.
«È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò» – ha ricordato Francesco, spiegando che quel gesto mite e umile rivela la vera natura del perdono cristiano: un dono gratuito, che non aspetta il pentimento, ma si offre per primo.
Il Pontefice ha poi riflettuto sulle “notti dell’anima” che ciascuno può vivere — momenti di dolore, tradimento, incomprensione — sottolineando che “perdonare non significa negare il male, ma impedire che generi altro male”.
Infine, ha incoraggiato i fedeli a seguire l’esempio di Gesù, scegliendo sempre la via dell’amore, anche quando tutto sembra perduto:
«Quando la luce del perdono riesce a filtrare tra le crepe più profonde del cuore, capiamo che non è mai inutile. Anche se l’altro non lo accoglie, anche se sembra vano, il perdono libera chi lo dona: scioglie il risentimento, restituisce pace, ci riconsegna a noi stessi».
Una giornata per costruire la pace
La Giornata del 22 agosto si presenta dunque come un’opportunità spirituale forte, per unire le comunità cristiane nel silenzio, nella preghiera e nel digiuno, chiedendo a Maria, Regina della Pace, di intercedere per un’umanità dilaniata da troppe guerre.
In una società spesso distratta e divisa, l’invito del Papa — e la pronta risposta dell’arcivescovo dell’Aquila — rappresentano un segno profetico e una chiamata alla responsabilità di ogni credente.

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