Il card. Pietro Parolin, apre il Giubileo celestiniano nella 731a Perdonanza celestiniana
5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

L’Aquila – Il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ieri sera ha presieduto la liturgia stazionale e il rito di apertura nella Porta Santa della Basilica di S. Maria di Collemaggio, nella 731a Perdonanza celestiniana.
Al termine del Corte della Bolla, dopo il consueto intervento del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che ha letto la Bolla di Celestino V con la quale annualmente viene indetta la Perdonanza celestiniana, mons. Antonio D’Angelo, arcivescovo metropolita aquilano, come già era accaduto lo scorso anno, ha dato lettura alla Bolla Spes non confundit, con cui Papa Francesco aveva indetto il Giubileo del 2025, con un chiaro ed evidente legame tra il Giubileo aquilano e quello romano.
In una Basilica gremita di fedeli, provenienti non solo dal territorio aquilano, ma anche dall'Abruzzo, dall'Italia e da paesi esteri, è quindi iniziato il momento più significativo della Perdonanza celestiniana, con la messa stazionale presieduta dal Cardinale Segretario di Stato Vaticano e concelebrata da una decina di arcivescovi e vescovi per lo più appartenenti alla conferenza episcopale abruzzese e molisana e da un centinaio di sacerdoti. Tra gli Arcivescovi e Vescovi concelebranti mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita aquilano, il card. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo emerito dell’Aquila; mons. Biagio Colaianni, arcivescovo metropolita di Campobasso; mons. Giovanni Massaro, vescovo di Avezzano; mons. Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva; mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo; mons. Claudio Palumbo, vescovo di Termoli; mons. Giovanni De Luca, vescovo emerito di Termoli; mons. Mauro Lalli, Nunzio apostolico e un vescovo messicano.
Il card. Parolin, ha iniziato la sua omelia, affermando che ‘anche il Santo Padre Leone XIV si unisce cordialmente alla nostra gioia e all’azione di grazie per questo tempo di grazia che ci è donato, il Giubileo della Speranza, e invoca la benedizione del Signore su ciascuno di voi’. Inoltre il Porporato, ha sottolineato come ‘oggi, in questa terra ferita e fedele, si apre la Porta Santa di Celestino, che da secoli parla di perdono e di pace, e che ogni anno rinnova l’annuncio della Perdonanza. Questa apertura si inserisce nel cammino del Giubileo, ma ha un tono tutto particolare: qui il segno diventa memoria viva, grido e preghiera, promessa di libertà e misericordia’, spiegando in riferimento alla Porta Santa, che ‘ricordiamo però che non è una soglia fisica o architettonica a essere decisiva: la porta del Giubileo è Cristo stesso. È Lui che ci introduce alla salvezza, è Lui che dobbiamo scegliere di attraversare. Solo attraverso di Lui si può entrare nella vita piena e uscire dalle schiavitù’.
Proseguendo la sua omelia, il card. Parolin ha voluto sottolineare come ‘fra poco, come ogni anno, vivremo il rito solenne dell’apertura della Porta Santa di questa Basilica e questa notte e domani molti di voi la attraverseranno. Attenzione però: il passaggio attraverso questa porta santa non deve essere pensato o usato come un elemento superstizioso o un gesto magico che cambia automaticamente la nostra vita. Non basta passare attraverso la porta – o qualsiasi altra porta santa – per ottenere qualcosa di speciale. Il significato, come abbiamo detto, è molto più profondo: la porta santa è un invito a entrare nel cuore di Gesù, a lasciare che la sua grazia trasformi davvero noi, non un semplice rito esteriore’, augurando alla Chiesa aquilana ‘di saper passare attraverso Gesù, l’unico che può liberarci dal peccato e condurci alla piena comunione con Dio: questa è la vera realizzazione della vita’.
E mons. Antonio d’Angelo, al termine della liturgia stazionale, prima dell’inizio del rito di apertura della Porta Santa di Collemaggio, rivolgendosi al Cardinale Segretario di Stato, ha affermato:
‘Eminenza, la ringrazio per aver accolto l'invito, ed essere qui con noi oggi per celebrare la Perdonanza Celestiniana. Una giornata solenne di cui facciamo memoria ogni anno. Un dono che Papa Celestino ha lasciato alla Comunità aquilana da custodire, ma non confinato al nostro territorio, è per la Chiesa universale e per l'intera umanità. Il dono del perdono è una grazia necessaria per il cuore dell'uomo, questa sorgente, è linfa vitale per vivere la speranza. La Perdonanza si riveste di una particolare solennità quest'anno, perché si inserisce dentro il giubileo ordinario della Chiesa. Papa Francesco, nella bolla d'indizione “Spes non confundit”, ha riconosciuto la Perdonanza Celestiniana come una delle prime esperienze giubilari e dice: mi piace pensare che un percorso di grazia animato dalla spiritualità popolare abbia preceduto l'indizione nel 1300 del primo giubileo. Ricordiamo ad esempio la grande Perdonanza che San Celestino V vuole concedere a quanti si recavano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, nei giorni 28 e 29 agosto. Un dono che da 731 anni viene celebrato qui all'Aquila, perché l'amore di Dio possa toccare e rigenerare il cuore dell'uomo. Quindi Collemaggio è un luogo dove è possibile fare esperienza del volto misericordioso del Papa. Questo luogo è stato definito da Papa Francesco, tempio di riconciliazione e spazio di preghiera in cui poter accogliere il dono della grazia di Dio, Cristo, Gesù, che illumina e riscalda il cuore di ogni persona per costruire un mondo di pace e amicizia fraterna.Solo animati da questa forza interiore è possibile vivere la fratellanza. Grazie Eminenza per le parole che ci ha rivolto. In particolare ci ha detto che Cristo è l'unico mediatore, che in Cristo si entra per avere la vita, si esce per donare la vita.Sono per noi significative queste parole e ci stimolano a continuare il nostro cammino in comunione con tutta la Chiesa per essere testimoni e annunciatori della misericordia, fonti di speranza per una nuova umanità. Grazie’.
Il rito si è poi concluso con l’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, con cui è iniziato il Giubileo celestiniano che si concluderà questa sera con il rito di chiusura della Porta Santa di Collemaggio, al termine della Messa stazionale, presieduta da Mons. Antonio D’Angelo.



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