Gli auguri di Mattarella a Papa Leone: “con Lei il mondo ritrova speranza”

5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

Nel giorno del 70° compleanno del Pontefice, il primo da Papa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio intenso e riconoscente: un tributo all’impegno spirituale e civile di un Papa in tempi incerti

Un compleanno che diventa occasione di riflessione collettiva, non solo di celebrazione personale. Nel giorno in cui Papa Leone XIV compie 70 anni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli dedica parole dense di significato e riconoscenza. Non si tratta di semplici auguri istituzionali, ma di un vero e proprio tributo al ruolo profetico e umanissimo che il Pontefice ha assunto in questi primi quattro delicati mesi, in un mondo sempre più smarrito e lacerato da guerre, diseguaglianze e solitudini.

Il Presidente Mattarella sottolinea come gli appelli di Papa Leone XIV per una pace disarmata e disarmante” siano diventati parole guida non solo per i fedeli, ma per tutti coloro che credono nel valore universale della dignità umana. Citando Sant’Agostino – “i tempi siamo noi” – il Presidente richiama tutti, soprattutto chi ha responsabilità pubbliche, a farsi carico del proprio compito storico, aprendo “orizzonti di dialogo, di giustizia e di concreta tutela della dignità di ogni persona”.

Non mancano, nel messaggio, riferimenti ai giovani: protagonisti dei grandi eventi vissuti accanto al Papa, come il Giubileo della gioventù a Tor Vergata o la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Eventi che non sono rimasti confinati alla sfera ecclesiale, ma hanno irradiato un messaggio universale di speranza, responsabilità e fiducia nel futuro. “Sono giovani che credono nel valore della partecipazione e delle relazioni tra le persone”, scrive Mattarella, “nell’impegno civile e nella responsabilità”.

Il Presidente non nasconde l’ammirazione per un Pontificato che ha saputo unire fermezza morale e apertura al mondo contemporaneo, includendo nel suo messaggio anche un auspicio simbolicamente potente: “Con l’auspicio di poterLa presto ricevere al Palazzo del Quirinale…”.

Infine, la promessa: quella di una collaborazione piena tra lo Stato italiano e la missione apostolica del Papa, nel nome di valori condivisi come la centralità della persona, la solidarietà, la pace e la libertà.

Un messaggio che si trasforma in dichiarazione d’intenti, in visione comune. E che ribadisce come, a settant’anni, Papa Leone XIV non sia soltanto una guida spirituale, ma una voce di coscienza per l’umanità intera.

Il testo integrale del messaggio del Presidente Mattarella a Papa Leone XIV

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Sua Santità Papa Leone XIV il seguente messaggio:

«Nel giorno del Suo settantesimo genetliaco voglia accogliere i più fervidi auguri che ho il piacere di porgerLe a nome del popolo italiano, unitamente ai miei sinceri voti di benessere spirituale e personale.

In questi ultimi anni è cresciuto il timore che il mondo sia avviato lungo un pericoloso crinale, animato da una diffusa logica di prevaricazione e viepiù segnato da conflitti laceranti. A pagarne ogni giorno un intollerabile tributo di sangue e distruzione sono soprattutto molte migliaia di vittime civili. Dinanzi a tali inquietudini, le donne e gli uomini di buona volontà avvertono con urgenza il bisogno della pace e della giustizia. Da ogni continente si guarda con viva speranza ai Suoi pressanti appelli, affinché cessi il fuoco e si riprenda la via del dialogo, per il bene comune dei popoli.

Fin dall’avvio del Suo alto magistero, Ella ha consegnato all’intera comunità internazionale e alle coscienze individuali un forte richiamo a quella “pace disarmata e disarmante”, che apre i cuori. E ci ha ricordato, con Sant’Agostino, che “i tempi siamo noi”. Sta a tutti noi – e in particolare a quanti rivestono cariche pubbliche – impegnarci affinché le circostanze migliorino, riaprendo orizzonti di dialogo, di giustizia e di concreta tutela della dignità di ogni persona.

È importante ricordare i tanti giovani che hanno risposto al Suo invito e si sono radunati attorno a Lei sulla spianata di Tor Vergata, lo scorso agosto, in occasione del Giubileo loro dedicato, come pure i tanti accorsi in Piazza San Pietro, il 7 settembre scorso, per la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Sono giovani, che credono nel valore della partecipazione e delle relazioni tra le persone, nell’impegno civile e nella responsabilità. Ci interpellano a un’azione decisa e tempestiva. Al contempo, ci spingono a guardare con fiducia al futuro e alle possibilità che le nuove tecnologie possono offrire, se poste al servizio dell’umanità.

Desidero assicurarLe, Padre Santo, che nel proseguimento della Sua alta missione apostolica potrà sempre contare sulla collaborazione della Repubblica Italiana, che ritrova nel Suo messaggio di rispetto per la centralità dell’essere umano, di servizio e di unità il riflesso dei valori della propria Costituzione.

Con l’auspicio di poterLa presto ricevere al Palazzo del Quirinale, La prego di accogliere, nella felice ricorrenza del Suo compleanno e in vista del Suo onomastico, le espressioni di affettuosa vicinanza degli italiani tutti e della mia massima considerazione».

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