Due monaci sulle monete euro della Bulgaria

1 mese ago · Updated 4 settimane ago

Con l’adozione dell’euro, la Bulgaria ha scelto di raccontare se stessa attraverso figure che incarnano l’identità spirituale, culturale e storica del Paese. 

Ed e così che le monete da 2 euro e da 1 euro, che presto circoleranno anche da noi, sono diventate piccoli documenti di memoria collettiva. I protagonisti sono San Paisio di Hilendar e San Ivan di Rila, due personaggi vissuti in epoche diverse ma uniti da un ruolo decisivo nella formazione della coscienza nazionale bulgara.

San Paisio di Hilendar e il Risveglio nazionale bulgaro (€2)

La moneta da 2 euro raffigura San Paisij di Hilendar (circa 1722–1773), monaco del monte Athos, storico e una delle figure centrali del Risveglio nazionale bulgaro. Nato in un periodo in cui la Bulgaria era sotto il dominio ottomano, Paisij operò in un contesto in cui lingua, cultura e memoria storica bulgare rischiavano di dissolversi.

Il suo contributo più celebre è l’opera “Istoriya Slavyanobolgarskaya” (Storia slavo-bulgara), scritta nel 1762 nel monastero di Hilendar, sul Monte Athos. Non si trattava solo di una cronaca storica, ma di un vero appello morale e identitario. Paisij invitava i bulgari a non vergognarsi delle proprie origini, a riscoprire la propria lingua e a ricordare la grandezza dei sovrani e dei santi del passato medievale bulgaro.

Il tono dell’opera era diretto e appassionato, pensato per scuotere le coscienze: in un’epoca in cui molte élite adottavano il greco come lingua di prestigio, Paisij difendeva con forza la dignità della cultura bulgara. La diffusione del manoscritto, copiato a mano e letto nei monasteri e nei villaggi, contribuì in modo decisivo alla rinascita dell’identità nazionale.

Sulla moneta, accanto al suo ritratto, compaiono l’anno di emissione, la scritta “БЪЛГАРИЯ” e la parola “ЕВРО” in alfabeto cirillico. Sul bordo è inciso due volte il motto “БОЖЕ ПАЗИ БЪЛГАРИЯ” (“Dio protegga la Bulgaria”), una volta in senso normale e una in senso inverso: un dettaglio simbolico che richiama la protezione divina e la continuità della nazione nel tempo.

San Ivan di Rila, guida spirituale della Bulgaria (€1)

La moneta da 1 euro è dedicata a San Ivan di Rila (circa 876–946), considerato il santo patrono della Bulgaria e una delle figure religiose più venerate del Paese. Eremita e asceta, Ivan scelse una vita di solitudine e preghiera tra le montagne del massiccio di Rila, lontano dal potere e dalle ricchezze materiali.

La sua fama di santità, però, si diffuse rapidamente. Secondo la tradizione, anche zar e nobili cercavano i suoi consigli, ma Ivan rimase sempre fedele a un ideale di umiltà e povertà. Attorno al luogo della sua vita ascetica nacque il Monastero di Rila, che nel corso dei secoli sarebbe diventato non solo un centro religioso, ma anche un pilastro della cultura bulgara, soprattutto nei periodi di dominazione straniera.

Il monastero fu un luogo di conservazione della lingua, dei manoscritti e delle tradizioni, svolgendo un ruolo simile a quello che Paisij avrebbe avuto secoli dopo sul piano storico e intellettuale. Per questo Ivan di Rila è visto come il fondamento spirituale su cui si è retta la nazione.

Sulla moneta, il santo è raffigurato con una croce e un rotolo, simboli di fede e sapienza. Anche qui compaiono l’anno di emissione, “БЪЛГАРИЯ” e “ЕВРО” in cirillico, a sottolineare il legame tra tradizione nazionale e appartenenza europea.

Un ponte tra passato e presente

La scelta di Paisij di Hilendar e Ivan di Rila per le monete euro non è casuale. Il primo rappresenta il risveglio della coscienza storica e nazionale, il secondo le radici spirituali e morali della Bulgaria. Insieme, raccontano una storia di continuità: dalla fede e dall’ascesi medievale, alla riscoperta dell’identità culturale in età moderna, fino all’ingresso della Bulgaria nello spazio europeo contemporaneo.

Ogni moneta diventa così un piccolo ambasciatore di storia, capace di ricordare che l’Europa non è solo un’unione economica, ma anche un mosaico di memorie, valori e tradizioni che continuano a vivere nel presente.

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