Concerto per i poveri, la magia di Michael Bublé e il messaggio di Papa Leone 

2 mesi ago · Updated 2 mesi ago

Nell’Aula Paolo VI gremita di ospiti d’onore, oltre 3.000 persone fragili, Michael Bublé debutta in Vaticano mentre Papa Leone XIV richiama al valore universale della musica e all’essenza del Natale.

Un concerto che nasce dal cuore e parla al cuore

Sabato 6 dicembre, l’Aula Paolo VI si e trasformata ancora una volta in un luogo dove arte, carità e fraternità si intrecciano in un’unica, grande melodia. Dalle 17.30, il celebre cantante canadese Michael Bublé si e esibito per la prima volta in Vaticano al “Concerto per i Poveri”, accompagnato da oltre 70 musicisti della Nova Opera Orchestra e dai 200 coristi del Coro della Diocesi di Roma, diretti da Mons. Marco Frisina, artefice e direttore artistico dell’evento.

Nato nel 2015, il Concerto con i Poveri è promosso dal Coro della Diocesi di Roma e organizzato dalla Fondazione Nova Opera ETS con un obiettivo semplice e rivoluzionario: offrire ai più svantaggiati un’esperienza di bellezza, dignità e cultura. Come ogni anno, la suggestiva Aula Paolo VI — capace di accogliere 8.000 persone — riserva oltre 3.000 posti d’onore a persone senza dimora, migranti, detenuti in permesso speciale e a quanti vivono situazioni di vulnerabilità, invitati attraverso l’Elemosineria Apostolica e le associazioni di volontariato.

Al termine del concerto, per loro sono stati distribuiti una cena al sacco e generi di conforto: un gesto piccolo ma dal valore immenso, soprattutto nel cammino verso il Natale.

La voce di Papa Leone XIV: “La musica è un ponte che ci conduce a Dio”

Durante la sesta edizione del concerto, Papa Leone XIV ha rivolto ai presenti un discorso intenso e profondamente umano. Dopo un affettuoso saluto a Michael Bublé — “Michael Bublé, your Italian is wonderful, thank you so much!” — il Santo Padre ha ricordato come questa iniziativa sia nata “dal cuore di Papa Francesco” e abbia saputo mantenere nel tempo la sua vocazione originaria: mettere al centro gli ultimi.

Il Pontefice ha espresso gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento — dal Cardinale Vicario Baldo Reina al Cardinale Konrad Krajewski, dalle realtà caritative alla Fondazione Nova Opera — e ha riservato un ringraziamento speciale agli artisti e al Coro della Diocesi di Roma.

Poi, il cuore del suo messaggio: la musica come via privilegiata verso Dio.

“La musica è come un ponte che ci conduce a Dio. Essa è capace di trasmettere sentimenti, emozioni, fino ai moti più profondi dell’animo, portandoli in alto, trasformandoli in una ideale scalinata che collega la terra e il cielo.”

E ancora:

“La musica può elevare il nostro animo! Non perché ci distrae dalle nostre miserie, ma perché ci ricorda che non siamo solo questo… siamo figli amati da Dio!”

Nel suo discorso, Papa Leone ha intrecciato il tema della musica con quello del Natale, ricordando come la nascita di Gesù sia stata accompagnata dal canto degli angeli e come i primi a sentirlo furono pastori, persone semplici e marginali:

“Come se non si potesse celebrare questo Mistero senza musica… mentre Gesù nasceva nella stalla di Betlemme, in cielo c’era un grande concerto di angeli!”

Un invito all’ascolto e alla speranza

Infine, il Pontefice ha rivolto un appello a vivere l’Avvento con cuore leggero e vigile:

“Facciamo in modo che i nostri cuori non si appesantiscano… siano pronti ad ascoltare il canto d’amore di Dio, che è Gesù Cristo.”

E ha concluso con una frase destinata a risuonare ben oltre le mura dell’Aula Paolo VI:

“Gesù è il canto d’amore di Dio per l’umanità. Ascoltiamo questo canto! Impariamolo bene, per poterlo cantare anche noi, con la nostra vita.”

Il Concerto per i Poveri non è solo un evento musicale: è un abbraccio collettivo, un invito a vedere negli ultimi il volto più autentico del Natale. Quest’anno, la voce di Michael Bublé e il messaggio di Papa Leone XIV si intrecciano per ricordare a tutti che la bellezza è davvero un dono destinato a ogni persona.

Un dono che, ancora una volta, il Vaticano ha scelto di condividere con chi più ne ha bisogno.

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