Belmonte del Sannio. Cittadinanza onoraria all’editore Michele Maria Biallo

2 mesi ago

Michele Maria Biallo

Belmonte del Sannio - In occasione di una cerimonia civica che si svolgerà il 29 dicembre 2025 presso il locale Municipio del Comune molisano di Belmonte del Sannio, verrà conferita la cittadinanza onoraria a Michele Maria Biallo, Governatore dell’Ordine di S. Giorgio di Borgogna dal 2004 e consigliere dell’Opera San Giorgio APS ETS, associazione benefica che si dedica ad aiutare concretamente bambini con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie, offrendo supporto e solidarietà per migliorare la loro qualità di vita e inclusione sociale, operando per il bene comune e la promozione di valori educativi ed Editore della ‘Casa Editrice Michele Biallo Editore’.

Il Comune di Belmonte del Sannio, nell'ambito dell'iniziativa avviata nei mesi scorsi "di legare - come sottolinea il sindaco Enrico Borrelli - il proprio nome e l'intera Comunità a figure di prestigio, nell'auspicio di creare una significativa valorizzazione del territorio, insieme ad una promozione culturale e un rafforzamento dell'identità locale", annuncia il conferimento della Cittadinanza Onoraria a due personalità di altissimo rilievo. Si tratta di Franca Tancredi, Prefetto della Repubblica, "eccellentissimo Servitore dello Stato che ha saputo sempre combinare valentia e cultura a valori umani e sociali agendo con integrità, empatia e desiderio di contribuire positivamente alla crescita delle comunità" e di Michele Maria Biallo, "editore, imprenditore grafico di successo e con una notevole capacità nelle pubbliche relazioni, che ha coniugato l'antica arte della stampa ad una moderna visione d'impresa a favore di case reali, alti prelati e grandi aziende con i suoi stampati di pregio".

Lo stesso Comune di Belmonte del Sannio la scorsa estate, nel corso di una solenne celebrazione, aveva conferito la Cittadinanza Onoraria al Card. Gerhard Ludwig Muller, Cardinale Patrono emerito del Sovrano Militare Ordine di Malta e al Prof. Emerito Fausto Capalbo, "insigne accademico, economista e maestro di generazioni di allievi".

 

L’Ordine di S. Giorgio di Borgogna, nasce nel 1366 a Rougemont in Borgogna, come “Nobile Confraternita di S. Giorgio”, erede del Capitolo dei Cavalieri di S. Giorgio in Palestina, e confermata da un Decreto dei Sovrani di Borgogna nel 1366. Nel 1390 fu riorganizzata da Filiberto di Mollans, gentiluomo e scudiero del Duca di Borgogna, che donò alla nobiltà della Franca Contea e della Borgogna le reliquie di S. Giorgio, che cinque anni prima aveva portato dalla Palestina e che custodiva con grande onore nella sua cappella. In tale occasione tutti i gentiluomini borgognoni si riunirono in Capitolo per onorare i resti del loro Santo Patrono e si costituirono in Corpo per la difesa delle loro tradizioni. I Cavalieri s’impegnarono a riunirsi in perpetuo e furono stesi i regolamenti per il cerimoniale, ampliate e riviste nei secoli.Lo scopo di questa Confraternita fu quello di vegliare sulle reliquie del Santo e di mantenere vive le tradizioni della Cavalleria. I membri della Confraternita facevano voto di difendersi mutuamente, di riscattare quelli di loro che fossero caduti prigionieri, di assistere i malati, di soccorrere i poveri e di comportarsi in ogni circostanza da buoni Cavalieri. Papa Innocenzo VIII (1484-1492) trasformò questa Confraternita in un Ordine Cavalleresco, e con sue bolle del 1485 e del 1487 ne approvò gli Statuti e diede all’Ordine di S. Giorgio quella Costituzione che ancor oggi lo governa. Nelle Bolle Pontificie è prescritto che i Cavalieri di S. Giorgio debbano provvedere all’elezione del loro Capo (che ai nostri giorni porta il titolo di Governatore Generale) liberamente riuniti in Assemblea, senza il controllo di alcuno. Il Governatore è nominato a vita, ed a lui solo spetta l’autorità di creare Cavalieri, senza che il Re, né la Santa Sede possano ostacolarlo nei suoi diritti. Il suo successore può essere designato da lui stesso, sentito il parere del Consiglio Supremo. La nomina del Governatore dell’Ordine di S. Giorgio, qualunque possa essere il titolo che egli prenderà in seguito, è devoluta solo al Capitolo dei Cavalieri dell’Ordine, senza che giammai l’autorità che possiederà la terra di Borgogna e la Franca-Contea possa intervenire e influire in questa elezione. I Cavalieri sono tenuti all’assistenza dei malati, alla pratica di una vita pia, caritatevole e a dare esempio di virtù; tutte condizioni che sono proprie degli Ordini Cavallereschi. Si vuole che il principale scopo della Santa Sede, all’atto di emanare queste Bolle di approvazione dell’Ordine di S. Giorgio, fosse quello di assicurare la perfetta indipendenza dei Cavalieri in contrapposizione ai poteri politici. Nelle sue intenzioni il Papa Innocenzo VIII volle conferire all’Ordine una specie di immortalità, distaccandolo dalle sorti politiche dello Stato in cui operava.

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