Assetati di pienezza

6 mesi ago · Updated 6 mesi ago

L’umanità pellegrina – che alterna tra atteggiamenti di indifferenza e di ricerca – rivela una profonda sete di pienezza, di vita, di bene, di gioia e di salvezza. Già un orante dell’Antico Testamento pregava, rivolto al Signore: «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 42/41,2-3); vivere l’esperienza della eternità e della grazia: ecco il fuoco che arde nel cuore umano. Poter essere rinnovati dalla misericordia divina: è questa la linfa che porta ossigeno all’esistenza.

Francesco d’Assisi – nella sua nuova vita in Cristo Gesù crocifisso e risorto – chiese a Dio, con un cuore molto “largo” che desiderava abbracciare tutte le creature, il dono della misericordia per ogni persona umana, la partecipazione all’amore trinitario, la comunione ai beni eterni e universali. Dal 1216 – dunque – abbiamo la grazia del Perdono di Assisi, elargita per mezzo del pontefice Onorio III; indulgenza che possiamo lucrare, in prima persona o a vantaggio dei defunti, dal mezzogiorno dell’1 agosto alla sera del 2 agosto.

Celestino V, qualche decennio più tardi, concesse alla comunità ecclesiale la Perdonanza (1294); festa tanto cara per la Chiesa aquilana.

Cosa può significare per noi la festa del Perdono di Assisi?

Intanto, cogliere l’invito a sostare; al fine di meditare sul proprio cammino di fede, cercare la conversione ogni giorno, cogliere i doni dello Spirito, desiderare di far fruttificare i talenti ricevuti.

Ciascuno può chiedere – con più consapevolezza – la misericordia del Signore; per la propria vita o per i defunti, bisognosi di pace. E può ricordarsi dei tanti che possono ricevere una luce nuova dalla bontà e dalla tenerezza di Dio.

Possiamo, tutti, portare le speranze e le attese del mondo presso Dio; la tanto sospirata pace tra i popoli e le Nazioni; il grido di chi è più povero; le ingiustizie che bussano al nostro e al cuore del Signore.

Facciamo nostra l’orazione Colletta proposta dalla liturgia in questa solennità: «Guarda, Signore, il tuo popolo riunito nel ricordo della beata Vergine Maria, Regina degli Angeli, e fa’ che, per sua intercessione, possa partecipare alla pienezza della tua grazia».

Siano giorni di festa e di gioia, di ricordo orante e di fiducia nell’Amore che non avrà mai fine.

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