Alla Chiesa del Suffragio le liturgie di ringraziamento per l’anno che si conclude e per la pace all’inizio del 2026
1 mese ago · Updated 1 mese ago

Ringraziamento per l’anno che si conclude e preghiera per la pace. Queste le tematiche delle celebrazioni eucaristiche alla Chiesa di S. Maria del Suffragio, in Piazza Duomo all’Aquila, per la fine dell’anno 2025 e l’inizio del 2026
L’Aquila – Questa sera nella Chiesa di S. Maria del Suffragio, alle ore 18,30 di martedì 31 dicembre 2025, ultimo giorno dell'anno civile, avrà luogo la Messa nella Solennità di Maria Madre di Dio, presieduta dal can. Daniele Pinton, rettore della Chiesa di S. Maria del Suffragio e parroco di S. Marco Evangelista, che sarà concelebrata dal can. Renzo D’Ascenzo, parroco emerito di S. Massimo nella Cattedrale. Dopo i riti di comunione, il Santissimo Sacramento sarà esposto per un tempo di preghiera intensa, affidando al Signore i piccoli che hanno intrapreso il cammino dell’iniziazione cristiana, le loro famiglie e tutte le intenzioni per le necessità del mondo. Al termine della celebrazione, verrà intonato il "Te Deum laudamus", canto di ringraziamento per i benefici ricevuti dal Signore nel corso dell'anno che si conclude.
Questo antico inno cristiano, cantato anche in altre solennità, può essere diviso in tre parti: la prima parte, fino a Paraclitum Spiritum, molto simile ad un’anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus, è una lode trinitaria indirizzata al Padre; la seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore e infine la terza parte, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi. E’ utile ricordare infine, che l’inno Te Deum, pur essendo da molti associato alla giornata del 31 dicembre, in realtà viene intonato in tutte le cerimonie di ringraziamento, come ad esempio in sede di Conclave nella Cappella Sistina una volta che il Papa è stato eletto. Il Te Deum viene inoltre normalmente intonato nelle parrocchie di tutto il mondo nel suo testo originario, in lingua latina. La scrittura del testo del canto è generalmente attribuita a Niceta di Remesiana. ‘La questione dell'origine, tuttavia, è ancora molto discussa tra gli esperti. In precedenza l'autore veniva considerato san Cipriano di Cartagine. La leggenda vuole che il Te Deum sia stato intonato anche da Sant'Ambrogio dopo aver battezzato Sant'Agostino’. Non ci sono, però, fondamenti storici che supportano questa tesi.
Anche quest’anno nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, in Piazza Duomo, sono in programma celebrazioni che uniscono ringraziamento, affidamento e invocazione per il futuro, in un tempo storico segnato da guerre e violenze.Domani, nell’inizio del 2026, nella LIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE, alla Chiesa del Suffragio le messe della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio avranno luogo alle 10:00, 11:30 e 18:00. Prima della conclusione di ogni celebrazione eucaristica, verrà intonato l’inno Veni Creator Spiritus, infatti il Te Deum si canta tradizionalmente la sera del 31 dicembre (fine anno) come inno di ringraziamento per l'anno trascorso, mentre il Veni Creator Spiritus si canta all'inizio dell'anno nuovo, il 1° gennaio, per invocare la guida dello Spirito Santo.
Il primo messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace 2026, rivolto a tutti – credenti e non credenti, leader politici e cittadini – per costruire un futuro di umanità e giustizia dal tema "La pace sia con tutti voi: verso una pace "disarmata e disarmante"", invita a costruire una pace basata sull'umiltà, il dialogo e il rifiuto della violenza, ispirata da Gesù Risorto, che non è un'utopia ma un dono concreto da incarnare, contrastando l'aumento delle spese militari e la logica della paura con la diplomazia, il perdono e la fiducia reciproca, trasformando i cuori e le istituzioni.
È una pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante” quella invocata da Papa Leone XIV nel messaggio per la 59ª Giornata Mondiale della Pace. Un testo forte e realistico, ma attraversato da una speranza tenace, intitolato “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante.” Il Pontefice legge senza sconti il nostro tempo: un mondo in cui si arriva a “fare la guerra per raggiungere la pace”, in cui prepararsi al conflitto diventa un dovere morale, mentre il dialogo appare debole. Un mondo segnato dall’aumento delle spese militari, dalla paura elevata a criterio dei rapporti internazionali e da un uso distorto della religione per giustificare violenza e nazionalismi.

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