Addio a Monsignor Cesare Nosiglia, una vita al servizio della Chiesa
5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

È morto monsignor Cesare Nosiglia: la Chiesa italiana saluta un grande pastore tra Roma, Torino e Vicenza
Si è spento nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2025, all’età di 80 anni, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino e figura di rilievo della Chiesa cattolica italiana. Pastore instancabile, uomo di profonda spiritualità e promotore di un rinnovamento pastorale centrato sulla catechesi, Nosiglia ha servito la Chiesa in ruoli chiave per oltre cinque decenni, lasciando un'impronta indelebile nelle diocesi di Roma, Vicenza e Torino.
La sua morte è avvenuta all’Hospice Cottolengo di Chieri, dove era stato trasferito pochi giorni prima dall’ospedale Gradenigo di Torino, a causa di una malattia respiratoria che aveva affrontato nel riserbo, come nel suo stile. Le esequie solenni si terranno venerdì 29 agosto alle ore 15.30 nel Duomo di Torino, presiedute dal cardinale Roberto Repole. La veglia funebre sarà celebrata la sera precedente, il 28 agosto, alle 21 presso il Santuario della Consolata.
Le radici e la formazione: dalla Liguria a Roma
Nato il 5 ottobre 1944 a Rossiglione, in provincia di Genova e nella diocesi di Acqui, Nosiglia intraprese il cammino sacerdotale nel seminario di Acqui Terme. La sua formazione fu arricchita da titoli prestigiosi: una Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e una in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1968, si immerse subito nella pastorale romana: prima come collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi, poi come docente e animatore instancabile della catechesi a livello nazionale.
Un protagonista della catechesi italiana
Fin dagli anni '70, Nosiglia si dedicò anima e corpo alla formazione religiosa, diventando vicedirettore (1983-1986) e successivamente direttore (1986-1991) dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI. Fu tra i principali artefici del Documento di Base “Il Rinnovamento della Catechesi” (1970), contribuendo allo sviluppo dei Catechismi della Chiesa italiana.
La sua visione era profetica: una Chiesa in ascolto, capace di leggere i "segni dei tempi" e di parlare a tutte le fasce sociali, dai giovani ai lavoratori, dai disoccupati ai più fragili, come le comunità Sinti e Rom.
Roma: l'impegno accanto a Giovanni Paolo II e Camillo Ruini
Il 6 luglio 1991 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Roma, affidandogli in particolare il settore della catechesi e della scuola. In breve tempo divenne uno dei collaboratori più fidati del cardinale vicario Camillo Ruini, con cui seguì da vicino il Sinodo diocesano di Roma (1993), assumendone il ruolo di relatore generale e poi presidente della Commissione post-sinodale.
Nel 1996 fu promosso arcivescovo e nominato vicegerente della diocesi di Roma, incarico che tenne fino al 2003, anno in cui fu chiamato a guidare la diocesi di Vicenza.
Arcivescovo di Torino: fede, carità e impegno sociale
Dal 2010 al 2022 fu alla guida dell'arcidiocesi di Torino, e contemporaneamente anche della diocesi di Susa come amministratore apostolico. Anni in cui mostrò grande attenzione alle fragilità sociali e al mondo del lavoro, sempre vicino alle famiglie e ai lavoratori colpiti dalle crisi industriali.
La sua spiritualità si fece concreta in occasioni forti come l’Ostensione della Sacra Sindone del Sabato Santo 2020, in piena pandemia da Covid-19. In quell’occasione, le sue parole risuonarono come testimonianza viva: «La Sindone è specchio del Vangelo e icona del giorno che prelude alla Risurrezione».
Un vescovo al servizio della Chiesa italiana ed europea
Numerosi gli incarichi nazionali e internazionali: fu vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (2010-2015), presidente della Commissione per l’educazione cattolica (2000-2005) e del Comitato per il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel 2015, dove sottolineò il bisogno di un "nuovo umanesimo radicato nell’esperienza di Cristo".
Ricoprì anche ruoli nel Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa e nell’Organismo Internazionale per l’Educazione Cattolica (OIEC), portando la voce della Chiesa italiana sui temi della formazione, della fede e della carità.
Il ricordo e il cordoglio: un’eredità spirituale viva
Alla notizia della sua scomparsa, si è levato unanime il cordoglio delle Chiese locali e della CEI. Il cardinale Matteo Zuppi e monsignor Giuseppe Baturi lo hanno ricordato come «uomo di grande spiritualità, capace di ascolto e visione pastorale». Anche la Conferenza episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta ha espresso gratitudine per il suo lungo servizio come presidente regionale (2011-2022).
Commosso il ricordo del vescovo emerito di Susa, Alfonso Badini Confalonieri: «Un pastore buono, innamorato della Chiesa. La Valle lo ricorderà con riconoscenza».
Un addio carico di fede
Il funerale di monsignor Nosiglia sarà un momento di comunione tra le diocesi che ha servito e amato: Torino, Vicenza, Roma, Susa. La sua testimonianza – radicata nella Parola, nella carità e nella fedeltà al Vangelo – continuerà a ispirare sacerdoti, laici, educatori e tutti coloro che cercano nella fede un riferimento per affrontare il presente con speranza.
©photo Di UPGTorino - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44855038

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