Morto Mons. Raffaele Nogaro, il vescovo che combatté la camorra

4 settimane ago · Updated 4 settimane ago

Morto Mons. Raffaele Nogaro, aveva compiuto 92 anni il 31 dicembre 2025. Un pastore instancabile, sempre al fianco dei più deboli e della giustizia sociale

Mons. Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, è stato una figura di riferimento per la sua ferma posizione contro la camorra e per il suo impegno in favore della pace, dei diritti umani e dell'accoglienza dei migranti. Nato il 31 dicembre 1933 a Gradisca di Sedegliano (Udine), Nogaro ha dedicato tutta la sua vita alla missione pastorale e sociale, affrontando con coraggio le sfide di una Chiesa chiamata a stare dalla parte degli ultimi.

Un percorso di vita da sacerdote al servizio del Popolo

Dopo aver frequentato il Seminario di Udine e aver completato gli studi teologici a Roma, Mons. Nogaro è stato ordinato sacerdote nel 1958. La sua carriera sacerdotale lo ha visto impegnato principalmente nel campo dell'insegnamento e del lavoro parrocchiale, fino a quando nel 1983, su nomina del Papa, diventa vescovo di Sessa Aurunca. La sua dedizione alla Chiesa lo porta, nel 1990, a trasferirsi alla diocesi di Caserta, dove intraprende una missione di cambiamento culturale e sociale.

Il coraggio della denuncia 

Giunto a Caserta, Mons. Nogaro si è subito distinto per la sua posizione forte contro la camorra, un fenomeno che, purtroppo, aveva radici profonde anche nella cultura locale. Non ha mai temuto di alzare la voce, neanche di fronte alle intimidazioni e alle minacce, e ha più volte denunciato la corruzione e la violenza che affliggevano il territorio. Il suo impegno antimafia è stato un punto centrale della sua visione pastorale, unendo la lotta per la giustizia sociale alla costruzione della pace.

Premi e riconoscimenti per il suo impegno sociale

Per il suo contributo alla diffusione dei diritti umani e della cultura della pace, Mons. Nogaro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio "Campania per la pace e i diritti umani" nel 2000. Un riconoscimento che lo accomuna a figure internazionali come Nelson Mandela, a testimonianza del valore universale della sua testimonianza.

A favore dei poveri dei migranti 

Il suo impegno non si è limitato alla lotta contro la camorra. Mons. Nogaro è stato anche un difensore dei diritti degli immigrati, ponendo l’accento sulla necessità di accoglienza e integrazione. Sotto la sua guida, la Caritas diocesana ha avviato numerosi progetti, tra cui il centro "Tenda di Abramo" a Caserta, che offre un supporto vitale agli stranieri in difficoltà. La sua sensibilità verso le questioni sociali e il suo forte impegno nella difesa dei più vulnerabili sono stati tratti distintivi della sua azione pastorale.

La sua visione di Chiesa: del popolo e per il popolo

Mons. Nogaro ha sempre avuto una visione di Chiesa vicina alla gente, in sintonia con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Come spesso dichiarava, la sua Chiesa era quella "del popolo di Dio", una Chiesa che non cercava il potere, ma la compassione e la misericordia del Cristo. La sua missione era quella di rendere viva la fede tra le persone comuni, partendo dai valori di giustizia, solidarietà e pace.

Un impegno indelebile per la Pace

Anche dopo il suo ritiro come vescovo emerito nel 2009, Mons. Nogaro ha continuato a essere una presenza significativa nel territorio casertano, partecipando a celebrazioni, eventi culturali e iniziative sociali. La sua testimonianza di vita, fatta di scelte concrete e coraggiose, resta un faro per chiunque voglia lavorare per un mondo migliore, lontano dalla violenza e dall'ingiustizia.

Mons. Raffaele Nogaro è una figura che ha saputo trasformare la sua vocazione in un impegno quotidiano per la giustizia, la pace e la lotta alla camorra. Un esempio di leadership spirituale e sociale, il suo lascito rimane vivo nel cuore della comunità casertana e oltre.

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