La speranza di chi confida in Lui. L’Angelus di papa Leone XIV
3 mesi ago · Updated 2 mesi ago

«Il suo appello è molto attuale: purtroppo, infatti, riceviamo quotidianamente notizie di conflitti, calamità e persecuzioni che tormentano milioni di uomini e donne. Sia davanti a queste afflizioni, sia davanti all’indifferenza che le vuole ignorare, le parole di Gesù annunciano però che l’aggressione del male non può distruggere la speranza di chi confida in Lui»; «Più l’ora è buia come la notte, più la fede brilla come il sole»: ha affermato papa Leone XIV nella sua consueta meditazione durante la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. Stiamo celebrando la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario e la voce del Vescovo di Roma ricorda a tutti i cristiani di vigilare, poiché la vita eterna – per tutti – diventa sempre più vicina: «Mentre l’anno liturgico volge al termine, il Vangelo di oggi (Lc 21,5-19) ci fa riflettere sul travaglio della storia e sulla fine delle cose. Poiché conosce il nostro cuore, Gesù, guardando a questi eventi invita anzitutto a non lasciarsi vincere dalla paura: “Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni – dice – non vi terrorizzate” (v. 9)».
La parola del Vescovo di Roma rinsalda la nostra speranza: «Per due volte, infatti, Cristo afferma che “a causa del suo nome” molti subiranno violenze e tradimenti (cfr v. 12.17), ma proprio allora avranno l’occasione di dare testimonianza (cfr v. 13). Sull’esempio del Maestro, che sulla croce rivelò l’immensità del suo amore, tale incoraggiamento ci riguarda tutti. La persecuzione dei cristiani, infatti, non accade solo con le armi e i maltrattamenti, ma anche con le parole, cioè attraverso la menzogna e la manipolazione ideologica. Soprattutto quando siamo oppressi da questi mali, fisici e morali, siamo chiamati a dare testimonianza alla verità che salva il mondo, alla giustizia che riscatta i popoli dall’oppressione, alla speranza che indica per tutti la via della pace.
Nel loro stile profetico, le parole di Gesù attestano che i disastri e i dolori della storia hanno un termine, mentre è destinata a durare per sempre la gioia di coloro che riconoscono in Lui il Salvatore. “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (v. 19): questa promessa del Signore infonde in noi la forza di resistere agli eventi minacciosi della storia e ad ogni offesa; non restiamo impotenti davanti al dolore, perché Egli stesso ci dà “parola e sapienza” (v.15), per operare sempre il bene con cuore ardente».
A conclusione della propria riflessione, il Santo Padre ha invitato ciascuno a imitare la vita dei Santi e dei testimoni della fede: «Carissimi, lungo tutta la storia della Chiesa, sono soprattutto i martiri a ricordarci che la grazia di Dio è capace di trasfigurare perfino la violenza in segno di redenzione. Perciò, unendoci ai nostri fratelli e sorelle che soffrono per il nome di Gesù, cerchiamo con fiducia l’intercessione di Maria, aiuto dei cristiani. In ogni prova e difficoltà, la Vergine Santa ci consoli e ci sostenga».

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