Fantasy: Strumento di Trascendenza e Resilienza

3 mesi ago · Updated 3 mesi ago

Il fantastico ha sempre creato opportunità di apertura al trascendente. Ecco che, in una visione cristiana della vita moderna, il fantasy lungi dall’essere una semplice evasione dalla realtà diventa strumento di trascendenza concreta e un efficace allenamento alla resilienza, con tutta la potenza dell'immaginazione come veicolo di verità.

L'amore per la narrazione fantastica, morale ed edificante trova profondo riscontro nella tradizione cristiana. La Bibbia fa largo uso di simboli e allegorie. Gesù stesso ha comunicato per mezzo di parabole, in modo che anche l’uomo più semplice in mezzo ad una folla comprendesse i misteri del Suo Regno. Sebbene non abbiamo evidenza di Santi o Beati che abbiano "avvicinato" il genere fantasy, che resta comunque un'invenzione moderna, le loro vite sono spesso ricche di prodigi, visioni e lotte spirituali. È dunque significativo notare come i "padri" del fantasy moderno, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, fossero entrambi cristiani devoti. 

J.R.R. Tolkien (cattolico) ha intessuto nella sua epica temi come il sacrificio, l'amicizia, la caduta e la redenzione. Il suo concetto di Eucatastrofe – il "lieto fine improvviso" che non nega la possibilità della sconfitta – è profondamente legato alla speranza cristiana e alla Resurrezione.

C.S. Lewis (anglicano, convertito dal deismo e dall'ateismo) ha usato Le Cronache di Narnia come allegoria evangelica, con il leone Aslan che rappresenta Cristo.

Ambientando storie di Bene contro Male in mondi alternativi, il fantasy ci permette di esplorare le domande esistenziali più profonde – il senso della vita, la natura della giustizia e il potere del sacrificio – in un contesto in cui le poste in gioco sono chiare. Distaccandoci dai preconcetti mutuati da una quotidianità sempre più relativista e materialista, in modo concreto il fantasy ci rende liberi di confrontarci con l'universale e riscoprire l'importanza della dimensione spirituale e morale. Ecco chiarito l’ossimoro: per vie concrete giungiamo al trascendente.

L’allenamento alla Resilienza, invece, si spiega con il fatto che la trama fantasy è quasi sempre la storia di un viaggio dell'eroe, dove un personaggio comune affronta prove inimmaginabili. Questo archetipo ci insegna almeno tre concetti fondamentali, molto vicini alla cultura cristiana. Il primo ci dice che la Forza viene dalla Debolezza, ossia, l'eroe è spesso un "piccolo" (un hobbit, un ragazzo orfano) che deve superare le proprie paure e limiti, un messaggio di speranza per chi si sente inadeguato. Il secondo principio ci comunica che l'Ombra è Reale. Il fantasy non nasconde il Male, ma lo nomina e lo combatte. Offre al lettore gli strumenti emotivi per affrontare le "ombre" della vita reale (lutto, fallimento, ingiustizia) sapendo che la lotta è necessaria e il trionfo, seppur difficile, è possibile. Il terzo e ultmo concetto vede la Speranza come un Atto di Volontà, insegnando che la fede e la determinazione possono cambiare il corso degli eventi. Il fantasy in questo caso nutre una speranza attiva che si traduce in resilienza di fronte alle difficoltà.

In conclusione, il genere fantasy, con le sue radici mitologiche e i suoi contributi moderni, funge da palestra etica e catalizzatore di speranza. È proprio in questo humus che fioriscono anche i racconti de Le Cronache di Keheram, di Francesco Caraccia, che abbracciano un linguaggio universale per esprimere l'inesprimibile, permettendo al lettore non di fuggire la realtà, ma di tornare ad essa con occhi nuovi, una bussola morale più solida e la determinazione a lottare per i valori in cui crede.

Autore: Nicola Caraccia

Keyword: Fantasy
Hashtag: #VangeloNelFantasy #PellegrinaggioCreativo #Keheram #RegnoDellaCreatività

I nostri Link:

Blog: Https://keheram.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/keheram
Instagram: https://www.instagram.com/keheram.official/

Articoli correlati

Go up PDF