Il mistero di unità nell’Angelus di papa Leone XIV
3 mesi ago · Updated 3 mesi ago

«Nel giorno della Dedicazione della Basilica Lateranense contempliamo il mistero di unità e di comunione con la Chiesa di Roma, chiamata ad essere la madre che con premura si prende cura della fede e del cammino dei cristiani sparsi nel mondo»; papa Leone XIV ha dedicato, in questa Domenica, le proprie riflessioni alla solennità che oggi celebriamo: quella della Dedicazione della Basilica Lateranense. Egli ha spiegato: «La Cattedrale della diocesi di Roma e la sede del successore di Pietro, come sappiamo, non è soltanto un’opera di straordinaria valenza storica, artistica e religiosa, ma rappresenta anche il centro propulsore della fede affidata e custodita dagli Apostoli e della sua trasmissione lungo il corso della storia. La grandezza di questo mistero rifulge anche nello splendore artistico dell’edificio, che proprio nella navata centrale accoglie le dodici grandi statue degli Apostoli, primi seguaci del Cristo e testimoni del Vangelo. Questo ci rimanda ad uno sguardo spirituale, che ci aiuta ad andare oltre l’aspetto esteriore, per cogliere nel mistero della Chiesa ben più di un semplice luogo, di uno spazio fisico, di una costruzione fatta di pietre».
Il Vescovo di Roma ha sottolineato, con forza: «Il vero santuario di Dio è il Cristo morto e risorto. Egli è l’unico mediatore della salvezza, l’unico redentore, Colui che legandosi alla nostra umanità e trasformandoci col suo amore, rappresenta la porta (cfr Gv 10,9) che si spalanca per noi e ci conduce al Padre»; e ha proseguito, affermando: «E, uniti a Lui, anche noi siamo pietre vive di questo edificio spirituale (cfr 1Pt 2,4-5). Noi siamo la Chiesa di Cristo, il Suo corpo, le sue membra chiamate a diffondere nel mondo il Suo Vangelo di misericordia, di consolazione e di pace, attraverso quel culto spirituale che deve risplendere anzitutto nella nostra testimonianza di vita.
Fratelli e sorelle, è in questo sguardo spirituale che dobbiamo allenare il cuore. Tante volte, le fragilità e gli errori dei cristiani, insieme a tanti luoghi comuni e pregiudizi, ci impediscono di cogliere la ricchezza del mistero della Chiesa; la sua santità, infatti, non risiede nei nostri meriti, ma nel dono del Signore».
Ci raccogliamo – dunque – anche noi, intorno alla Cattedra di Pietro, quale strumento della carità divina e, in comunione, collaboriamo alla redenzione universale. Ci accompagnino, in questi giorni, le parole conclusive di questa mattina del Santo Padre: «Camminiamo allora nella gioia di essere il Popolo santo che Dio si è scelto».

Articoli correlati