Trionfo di musica e comicità al Teatro Marrucino: grande successo per Il Barbiere di Siviglia

4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

Chieti, 20 ottobre 2025 – Applausi calorosi e un teatro gremito in ogni ordine di posto hanno salutato ieri, domenica 19 ottobre, la messinscena de Il Barbiere di Siviglia al Teatro Marrucino di Chieti: una serata all’insegna dell’eleganza musicale, del ritmo teatrale e della grande tradizione lirica italiana.

Emozione palpabile fin dalle prime battute, grazie alle parole sentite del Presidente Giustino Angeloni e del brillante Direttore Artistico Giuliano Mazzoccante, che hanno aperto la serata con un discorso appassionato, sottolineando l’importanza della lirica come patrimonio culturale condiviso e vivo. Un’introduzione che ha saputo trasmettere al pubblico il valore profondo di questa produzione e l’impegno costante del Teatro Marrucino nel promuovere l’eccellenza artistica.

L’opera di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini, è stata interpretata con brillantezza dall’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dal Coro del Teatro Marrucino, sotto la direzione esperta del Maestro David Crescenzi, anche maestro concertatore della produzione. La regia, firmata da Gianmaria Romagnoli, ha saputo restituire al pubblico la freschezza e il dinamismo di una delle opere buffe più amate al mondo.

Capolavoro del teatro comico, Il Barbiere di Siviglia ha saputo coinvolgere il pubblico teatino con la sua miscela inconfondibile di travestimenti, intrighi amorosi e colpi di scena. Il pubblico ha partecipato con entusiasmo, seguendo con attenzione e divertimento ogni sviluppo dell’intreccio, in un clima di coinvolgimento raro e autentico.

Protagonista assoluto, il barbiere Figaro, personaggio brillante e scaltro, ha guidato l’azione con energia e carisma, aiutando il Conte d’Almaviva a conquistare la bella Rosina, tenuta sotto sorveglianza dal geloso e interessato tutore, Don Bartolo.

Dalla celebre “Largo al factotum” alla virtuosistica “Una voce poco fa”, la partitura rossiniana ha regalato momenti di grande impatto vocale ed emotivo, confermando la straordinaria capacità di Rossini di unire leggerezza narrativa e raffinatezza musicale. Magistrale l’esecuzione dei cantanti: il baritono nel ruolo di Figaro ha infiammato il pubblico con il suo carisma vocale e scenico, il tenore nei panni del Conte d’Almaviva ha offerto un’interpretazione intensa e tecnicamente impeccabile, mentre il mezzosoprano che ha interpretato Rosina ha incantato con agilità e brillantezza nei passaggi di coloratura e nei gorgheggi.

Il successo di Il Barbiere di Siviglia è legato anche alla sua straordinaria orecchiabilità: è tra le opere liriche più conosciute e amate al mondo, tanto che anche chi non è un abituale frequentatore dell’opera riconosce le sue arie più celebri. Le melodie rossiniane sono state spesso utilizzate nel cinema, nella pubblicità e nella cultura popolare, proprio per la loro immediatezza e gradevolezza. Una musica capace di attraversare i secoli senza perdere freschezza e fascino.

L’allestimento ha saputo equilibrare tradizione e vivacità scenica, offrendo una lettura attuale e rispettosa del capolavoro rossiniano, che continua a incantare spettatori di ogni età.

Un successo che conferma ancora una volta il ruolo centrale del Teatro Marrucino, riconosciuto come teatro lirico di tradizione, quale presidio culturale vivo e attivo nel panorama musicale abruzzese e nazionale.

Il nostro auspicio è che l’opera possa presto tornare anche a L’Aquila, con il rifacimento nel Teatro Comunale del cosiddetto "golfo mistico" ossia la buca d'orchestra o fossa d'orchestra che in teatro è lo spazio riservato all'orchestra che suona dal vivo, posto tra il proscenio e la platea.
Sarebbe un segnale importante in vista del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura, e un’occasione per riportare in città la grande lirica nella sua forma più completa.

Una curiosità: Rossini, dopo aver abbandonato la composizione, si dedicò alla cucina, sua grande passione. Celebre è il filetto "alla Rossini", piatto ancora oggi presente nei menù della grande cucina internazionale – ulteriore prova del talento poliedrico del maestro pesarese.

 

 

Articoli correlati

Go up PDF