L’Aquila ha riscoperto Palazzo Benedetti: una meraviglia ritrovata grazie al FAI con un pubblico da record!

4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

Le Giornate FAI d’Autunno, sabato 11 e domenica 12 ottobre scorsi hanno visto L’Aquila tra le protagoniste regionali, con un’apertura eccezionale a uno dei luoghi più affascinanti – e finora più nascosti – della città nel cuore del centro storico, tra le vie silenziose che raccontano secoli di storia e bellezza in un clima di entusiasmo, curiosità e grande partecipazione.

Palazzo Benedetti ha riaperto le sue porte al pubblico dopo un lungo e accurato restauro, a oltre 16 anni dal sisma del 2009 che ne aveva gravemente compromesso la struttura. Situato in via Sassa, a pochi passi da Piazza Duomo, presso Piazza San Biagio e di fronte la chiesa di San Giuseppe artigiano, il palazzo è uno degli esempi più significativi dell’architettura civile barocca aquilana.

L’iniziativa promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano - ha riscosso un successo straordinario con un pubblico da record: i visitatori sono stati 710 sabato e 1316 domenica, per un totale di 2026 persone. Palazzo Benedetti è quindi risultato il luogo FAI più visitato in tutto l’Abruzzo durante il weekend, con un afflusso costante di cittadini e turisti che ha superato ogni aspettativa, tanto da richiedere una proroga spontanea delle visite oltre l’orario previsto, sia sabato che domenica pomeriggio, per accogliere le persone che continuavano ad arrivare numerose, animate da un autentico desiderio di scoprire un luogo finora inaccessibile.

Accompagnati dai delegati del FAI L'Aquila, guidati con dedizione e passione dal presidente Mauro Pasqua, i visitatori hanno potuto ammirare la straordinaria facciata in pietra, gli eleganti portali barocchi e, soprattutto, gli affreschi interni restaurati, oggi restituiti alla luce dopo anni di silenzio e abbandono.

Le sale, gli stucchi, le allegorie pittoriche e i motivi decorativi raccontano la vita della nobile famiglia Benedetti, originaria di Rocca di Mezzo e stabilitasi a L’Aquila nel XVII secolo, ma anche il gusto e la raffinatezza dell’aristocrazia cittadina tra Seicento e Settecento.

Tra gli ambienti più apprezzati dai visitatori:

  • l’imponente portale d’ingresso e il meraviglioso cortile con portico che accoglie i visitatori con le volte in pietra e al centro lo stemma della famiglia Benedetti, sormontato da una corona nobiliare e scolpito su ogni lato, emblema della storia e dell’identità del luogo;
  • una deliziosa cappella privata, intima e raccolta, impreziosita da un quadro della Madonna con il Bambino e da un affresco sul soffitto raffigurante Gesù Bambino con San Giovannino: un piccolo gioiello di devozione e arte;
  • il salone affrescato all’ultimo piano, un tempo destinato alle feste, dalla straordinaria luminosità e ricchezza decorativa che ha letteralmente lasciato tutti senza parole, diventando il simbolo della bellezza ritrovata.

Varcare la soglia di Palazzo Benedetti è stato come fare un viaggio nella storia ma anche nel futuro della città dove la cura del patrimonio culturale non è solo conservazione, ma identità e partecipazione attiva.

Il FAI, attraverso eventi come questo, contribuisce a educare, coinvolgere e unire cittadini, scuole e istituzioni in un comune cammino di valorizzazione. In vista del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura, la straordinaria partecipazione registrata durante le Giornate FAI testimonia un desiderio crescente di bellezza, appartenenza e riscoperta, che attraversa ogni generazione.

Le Giornate FAI sono un invito a sentirsi parte di qualcosa di più grande. Una città che apre le sue porte, che racconta le sue storie, che si prende cura della sua anima.

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