Il fantasy come percorso creativo per riscoprire la fede
4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

L’Aquila – Dietro un’opera di invenzione come quelle di narrativa che rientrano nel filone fantasy, si nascondono complessi percorsi creativi in grado di sussurrare il Vangelo e condurre il lettore a riscoprire la fede.
Territori ignoti da esplorare e personaggi misteriosi. Forze del bene che combattono strenue battaglie contro il male. Sono questi alcuni degli elementi che di norma costituiscono la letteratura fantasy e che traggono ispirazione da archetipi folcloristici di origini remote come la mitologia celtica e, ancor più, quella norrena.
Tuttavia il messaggio che si trova alla base di tutti i modelli letterari classici del genere fantasy, non segue le mitologie o la mera fantasia, né l’intrattenimento fine a sé stesso, ma costruisce storie e relazioni permeate da principi universali e tradizione cristiana. Segni del messaggio evangelico sono ben disseminati come indizi, peraltro non sempre nascosti, nelle opere di autori cristiani come George MacDonald, J.R.R. Tolkien, C.S.Lewis ed altri. In questo senso un moderno romanzo fantasy può far riscoprire, attraverso il linguaggio del mito, i grandi temi della fede.
La ricerca di nuovi mezzi di comunicazione e l’aggiornamento continuo di chi è impegnato a non perdere il contatto con i giovani, trova nel fantasy il candidato ideale in grado di coinvolgerli affiancandoli e condividendo gran parte dei loro valori, attraverso un linguaggio molto vicino, capace di mettere in evidenza i punti di contatto fra le loro aspirazioni e le promesse del Vangelo. Ecco in che modo il fantasy diventa strumento per annunciare il Vangelo, soprattutto alle giovani generazioni. Forza narrativa del mito, bellezza concreta dell’arte e potere aggregante del gioco, sono tutti elementi che fanno già parte dell’universo fantasy e che posseggono tutte le potenzialità di offrire, a chiunque decida di seguirne i percorsi creativi, la possibilità concreta di esplorare i territori della fede e riscoprirla come in veri e propri pellegrinaggi.
In seguito a questa intuizione sono nate Le Cronache di Keheram, una trilogia fantasy che racconta di un viaggio allegorico alla ricerca del vero Tesoro della Fede.
Ritrovare oggi narrazioni capaci di parlare al cuore dell’uomo e alla sua sete di infinito è come incontrare un’oasi dove bere un sorso d’acqua in un panorama culturale inaridito e fin troppo spesso segnato da materialismo e relativismo. Le Cronache di Keheram si presenta come una saga fantasy appassionante che, dietro la superficie avventurosa, si rivela una profonda allegoria spirituale, ricca di richiami alla dottrina e all’antropologia cattolica.
Le Cronache di Keheram non è un trattato di teologia, ma un’avventura. Ed è proprio in questo che risiede il suo valore come strumento per la Nuova Evangelizzazione. L’opera propone con un linguaggio fresco e coinvolgente le verità eterne della fede — la necessità della virtù, il discernimento tra bene e male, il potere redentore dell’amore.
In questi termini, Le Cronache di Keheram si rivela uno strumento prezioso per l’evangelizzazione e la catechesi, soprattutto tra i giovani, mostrando che il Vangelo non è un insieme di regole astratte, ma la risposta alla più grande avventura umana: la ricerca di quel Tesoro che, una volta trovato, dona “tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno”.
Autore: Nicola Caraccia
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