L’intercessione di san Francesco per il rinnovato carcere minorile

4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

Ieri mattina – lunedì 6 ottobre – è stato intitolato a san Francesco d’Assisi il rinnovato Istituto Penale per Minorenni di L’Aquila. La struttura, grazie a radicali interventi di ristrutturazione, è ora nelle possibilità di offrire servizi necessari ai minori che in questo luogo sono detenuti.

La mattinata di lunedì è stata proprio dedicata alla presentazione del percorso compiuto e al vivo auspicio che, guardando ai valori testimoniatici da san Francesco di Assisi, tutti insieme possiamo essere a fianco dei ragazzi in difficoltà. È stato ribadito proprio questo in una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte: l’Assessore al Turismo, alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, Ersilia Lancia; il Senatore Andrea Ostellari, Sottosegretario al Ministero della Giustizia; Antonio Sangermano, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità; il poeta Davide Rondoni, Presidente della Commissione per i Festeggiamenti nell’VIII Centenario della morte di san Francesco d’Assisi.

Tutti gli interventi sono stati incentrati sull’alto valore della responsabilità del mondo adulto, nei confronti dei giovani che si affacciano alla vita: famiglia, scuola, realtà educative; tutti chiamati a essere guida e faro, a porsi al fianco di coloro che desiderano costruire il proprio futuro. Tanti sono i disagi e la micro-criminalità è in aumento; la sfida della imperante tecnologia rimane enorme; la crisi delle classiche istituzioni fa sentire il proprio peso. Tuttavia, dai presenti è emersa la speranza di poter e voler gettare sempre e comunque le fondamenta di una società redenta e in cammino verso i valori alti della antropologia e del vivere civile. Rimane sempre di un peso enorme il “buon esempio” di noi adulti, il nostro vivere con coerenza e perseveranza i valori umani, civili e religiosi; il “camminare insieme” ai ragazzi, al fine di indicare loro la meta alta di una vita “bella e buona”.

Al termine degli interventi, è stata benedetta e mostrata al pubblico una lapide che – posta all’entrata dell’Istituto – fa riferimento al nuovo titolo che il carcere ha assunto: “San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia”. La vita concreta dell’Assisiate può essere un valido riferimento per ciascuno: la sua giovinezza spensierata, la ricerca della gloria terrena, il peso della sofferenza e del dolore, la grazia che entra nella croce, l’apertura del cuore alla radicalità dell’andare controcorrente, l’accoglienza di tutte le esperienze che la Provvidenza gli ha permesso di vivere, la consegna di sé agli altri, la riconciliazione sperimentata e donata, la testimonianza di vita, lo strumento nelle mani di Dio “Altissimo”.

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