Il tempo del Creato con la comunità di buona volontà salentina

4 mesi ago

“Il tempo del Creato” sono le settimane che vanno dall’1 settembre al 4 ottobre di ogni anno; la Chiesa le ha dedicate a una maggiore riflessione sulla vocazione della ecologia integrale, che la Rivelazione ci consegna e che il Magistero – rilanciato enormemente da papa Francesco – ci invita a incarnare, a celebrare, a testimoniare.

La diocesi salentina di Ugento-Santa Maria di Leuca ha messo in campo varie iniziative in questi giorni, tra cui un confronto sulla drammatica realtà della xylella e un pomeriggio di approfondimenti e testimonianze in occasione dell’ottavo centenario del Cantico di frate Sole (di san Francesco di Assisi) e dei dieci anni dalla promulgazione della enciclica Laudato si’ (di papa Francesco).

L’incontro “L’Io, il Noi, la Chiesa, la Terra” si è svolto sabato pomeriggio, 27 settembre, presso il convento dei Frati Minori Cappuccini ad Alessano (LE), cittadina che ha dato i natali al santo vescovo don Tonino Bello. Erano presenti: i frati che abitano attualmente il convento; il Vicario Generale della diocesi, mons. Beniamino Nuzzo; i ragazzi che stanno svolgendo il proprio servizio civile presso la Caritas diocesana; le associazioni, gli enti pubblici, le realtà ecclesiali e del Terzo settore: Fondazione Monsignor Vito De Grisantis ONLUS, Azione Cattolica Diocesana, Parco Culturale Ecclesiale Terre del Capo di Leuca De Finibus Terrae, Regione Puglia, GAL Capo di Leuca, Coldiretti, CIHEAM Bari, IRSA – CNR, CIA Agricoltori Italiani, ACLI Lecce, Form.Ami APS ETS, ITS Turismo Lecce, AGESCI, Young Caritas, Movimento Laudato si’, SOC. COOP. IPAD Mediterranean, Kenosis Comunità alloggio Alessano, Convento dei Frati Minori Santa Chiara (L’Aquila); il promotore dell’evento, il direttore diocesano della Caritas, don Lucio Ciardo; i responsabili dell’Associazione Scout AGESCI, Vito Ferraro e Antonio Dell’Abate; la Presidente dell’Azione Cattolica Diocesana, Sarah Schiavano; fedeli e cittadini che si sono lasciati interpellare dalla proposta. A moderare l’incontro è sato Mimmo Turco, delegato diocesano CDAL. Il duo musicale che rappresentava le ACLI provinciali di LECCE ha eseguito, con la tastiera e l’oboe, dei brani e canti ispirati alla testimonianza di san Francesco d’Assisi.

Oriana Leone, co-fondatrice del Circolo Laudato si’ “Don Tonino Bello” di Tricase, ha fatto da cerniera alla ricca serata di riflessione. A lei vogliamo chiedere le proprie impressioni, come anche di testimoniarci la bellezza e la ricchezza che porterà con sé dall’incontro vissuto.

Oriana, quali nuove sensibilità riscontri nei fedeli, e nei giovani in particolare, in questo tempo nel quale riflettiamo sulla vocazione-missione della ecologia integrale?

Avverto nei giovani e nelle comunità una nuova sete di autenticità. 

Non chiedono più soltanto spiegazioni, ma cercano segni concreti, comunità coerenti, esperienze capaci di aprire alla meraviglia. È come se riscoprissero, quasi d’istinto, che la vita non è possesso ma dono: un albero che ci fa ombra, un frutto che ci nutre, un profumo che consola – come ricordava Gramsci scrivendo al figlio Delio.
Una parabola semplice ci dice che il legame con la creazione nasce dallo stupore e dall’affetto, non dall’avidità. I giovani comprendono subito che “tutto è connesso” (Laudato si’ 70): la crisi ambientale, la fragilità dei poveri, la responsabilità delle scelte quotidiane. E sentono che l’ecologia integrale non è un dovere imposto dall’alto, ma un cammino che li riguarda personalmente e comunitariamente.
La loro disponibilità è grande, ma noi adulti, come comunità ecclesiale e civile, non possiamo permetterci di perdere questa opportunità. È un tempo favorevole per impegnarci per loro e con loro, accompagnandoli nella scoperta di stili di vita nuovi, fondati sulla gratitudine e sulla fraternità.

Verso quale tipo di progettualità avverti che l’azione ecclesiale e quella civile possano e debbano indirizzarsi?

L’incontro di Alessano ha mostrato che la progettualità futura non può essere frutto di cammini isolati: occorre intrecciare io, noi, Chiesa e Terra come cerchi concentrici di uno stesso tronco. La Chiesa, le associazioni, le istituzioni civili, i movimenti educativi e sociali sono chiamati a uscire dalla logica dell’“occupare spazi” per generare processi, come ci ricorda il Magistero di papa Francesco (Evangelii Gaudium 222).

Le priorità che vedo sono due: formazione e alleanze.
- Formazione: un’educazione all’ecologia integrale che non sia solo trasmissione di dati, ma invito a stili di vita semplici, sobri, grati; che sappia unire ecologia interiore, sociale e spirituale.
- Alleanze: tessere reti tra mondo ecclesiale e civile, agricoltura e cultura, giustizia sociale e cura dei beni comuni. Solo così le ferite della nostra terra – dalla xylella al disagio giovanile – possono diventare luoghi di rigenerazione.

Oggi i giovani ci offrono apertura e disponibilità, ma non possiamo lasciarli soli: il compito della Chiesa e della società è camminare con loro, trasformando la loro energia in progettualità concreta. È qui che si gioca il futuro della nostra casa comune.

 

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