Storia, creato, tradizioni, spiritualità. Un pomeriggio in convento

4 mesi ago · Updated 4 mesi ago

Un pomeriggio di una delle prime domeniche d’autunno, immersi nel cuore della storia della nostra Città aquilana, a contatto con il creato, scoprendo una nascosta ma viva attività spirituale e pagine di tradizioni che ci fanno tornare indietro nel tempo: si tratta della singolare esperienza che è stata donata domenica pomeriggio, 28 settembre, a un numeroso gruppo di persone, fedeli, curiosi che si sono ritrovati presso il convento di Santa Chiara a Borgo Rivera, casa religiosa abitata oggi dai Frati Minori Cappuccini.

La visita è stata pensata e proposta dalla comunità Laudato si’ di Paganica, primieramente per l’impegno del suo responsabile Gioacchino Masciovecchio. L’accoglienza nel convento e la guida tra i suoi luoghi è stata possibile grazie alla disponibilità di fra Luca Casalicchio, che è il guardiano del convento.

I “pellegrini” hanno potuto conoscere il più antico luogo di insediamento di L’Aquila: una fertile collina che ha permesso la permanenza di abitazioni, poiché era attraversata dalla abbondante acqua; ancora oggi, infatti, tanta acqua passa sotto il colle del convento, attraversa l’orto dei Frati e prosegue il proprio percorso, passando per la fontana delle 99 cannelle e sfociando nel fiume Aterno.

Il convento ha visto la presenza delle Sorelle Povere di Santa Chiara, fino alla soppressione napoleonica; in seguito, lo Stato vendette l’abitazione ai Cappuccini, i quali rifondarono la propria presenza nel capoluogo abruzzese – dopo i soppressi insediamenti di San Michele Arcangelo (ora palazzo dell’Emiciclo) e San Giuseppe (attualmente caserma dei Carabinieri-Reparto Forestale).

La casa religiosa è stata anche sede di due forni per la produzione della ceramica: una parte dei numeri civici presenti a L’Aquila, infatti, veniva realizzata proprio in questo luogo religioso.

L’arte cappuccina colora di sobrietà e solennità le mura, ricche, queste, di tradizioni e vita spirituale. L’attività culturale non risulta meno ricca della fede vissuta: il convento possiede, infatti, una biblioteca storica e una di più recente fondazione, con decine di migliaia di volumi e di riviste correnti: religiosi, filosofici, medici, scientifici, storici, teologici, di cultura locale, francescani e cappuccini.

La gioia sul volto dei visitatori ha impreziosito questo pomeriggio autunnale: essi hanno toccato con mano una storia che ci fa andare indietro di ottocento anni, ma che pulsa ancora di fervore, cura, entusiasmo, progettualità, amore per la nostra casa comune.

Nel “Tempo del creato”, che si chiude il prossimo 4 ottobre, la comunità aquilana ha accolto questo semplice invito, a mettersi in cammino; ne ha raccolto – indubbiamente – frutti abbondanti: in termini di: conoscenza, amore, benedizione, fraternità, generatività, condivisione.

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