L’Aquila, Mons. D’Angelo incontra Papa Leone 

5 mesi ago · Updated 5 mesi ago

In udienza privata in Vaticano, l'arcivescovo metropolita dell’Aquila Mons. D’Angelo ha presentato al Santo Padre la forza e le fragilità di una comunità che ricostruisce pietre e anime. “Sentiamo forte la missione di essere capitale di perdono e pace”.

L’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo, ha incontrato la mattina del 13 settembre in Vaticano Papa Leone XIV per un’udienza privata all’insegna dell’ascolto, della condivisione e della speranza.

«Ho voluto presentare al Santo Padre la situazione dell’Arcidiocesi dell’Aquila, sottolineando gli aspetti di forza e fragilità di un popolo che sta rinascendo, con vigore e tenacia, dopo le varie calamità che ha subito», ha dichiarato il vescovo al termine dell’incontro. Un’occasione preziosa per portare al cuore della Chiesa universale il volto di una comunità segnata dalle ferite ma profondamente viva, impegnata nella duplice ricostruzione: quella materiale del territorio e quella, più profonda, dell’anima.

Nel dialogo con Papa Leone XIV, l’arcivescovo ha sottolineato il valore spirituale e civile della Perdonanza Celestiniana, rinnovando l’impegno a farne un segno concreto di quella vocazione al perdono, alla pace e alla riconciliazione che Papa Francesco ha indicato all’Aquila come missione. Un cammino che, come ha ricordato D’Angelo, si arricchisce anche del Patto di Amicizia con la Porziuncola di Assisi, a testimonianza di una comunione che travalica i confini e si fa rete di fraternità.

«Ho ribadito al Santo Padre la profonda comunione che L’Aquila vive con il successore di Pietro e la Sede Apostolica. Una comunione sentita, di pensiero e sentimenti», ha concluso D’Angelo, esprimendo gratitudine per «l’attenzione, affettuosa e attenta, e il profondo ascolto che hanno caratterizzato l’udienza».

Un incontro che non è stato solo formale, ma ha segnato un altro passo nel cammino condiviso verso una Chiesa che sa ascoltare le ferite e trasformarle in testimonianze di speranza.

A suggellare questo legame profondo con la Chiesa universale, lo scorso 29 giugno Monsignor D’Angelo aveva ricevuto dalle mani di Papa Leone XIV il Pallio, durante la solenne celebrazione nella Basilica di San Pietro. L’antica insegna, simbolo di comunione con il Pontefice e di responsabilità pastorale come metropolita, è stata benedetta insieme a quelle degli altri arcivescovi nominati nell’ultimo anno.

Un altro segno forte di vicinanza spirituale è arrivato proprio nel cuore della liturgia papale: durante la sua prima messa nella Cappella Sistina, Papa Leone ha indossato una casula ricamata con le croci di Collemaggio, già donata a Papa Francesco. Un gesto ricco di valore simbolico che unisce idealmente il nuovo pontificato alla storia e alla spiritualità dell’Aquila, terra di Celestino V e oggi, più che mai, capitale del perdono.

Articoli correlati

Go up PDF