L’Assunzione di Maria spiegata da Benedetto XVI
6 mesi ago · Updated 6 mesi ago

Le omelie di Papa Benedetto XVI presso la parrocchia di Castel Gandolfo (2005–2012) rivelano la bellezza e la profondità dell’Assunzione della Vergine Maria: un cammino di fede che riguarda ogni cristiano
La Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è, per Papa Benedetto XVI, una luce che illumina il nostro cammino, una festa che ci parla di Dio, dell’uomo e della speranza cristiana, attraverso la figura di Maria, la Madre di Gesù, assunta in anima e corpo nella gloria del cielo.
Dal 2005 al 2012, nelle sue omelie del 15 agosto presso la parrocchia di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha consegnato alla Chiesa una catechesi ricchissima, profonda e viva, che ci aiuta a comprendere il significato vero dell’Assunzione e a viverne le implicazioni per la nostra vita quotidiana.
1. Il dogma dell’Assunzione: una verità antica e viva
Nel 2012, Benedetto XVI ha ricordato come il dogma proclamato da Papa Pio XII nel 1950 non sia stato un’imposizione astratta, ma la maturazione di una fede già viva, condivisa da secoli:
«Questa verità di fede era conosciuta dalla Tradizione, affermata dai Padri della Chiesa, ed era soprattutto un aspetto rilevante del culto reso alla Madre di Cristo».
Maria, dice il Papa, è già glorificata in anima e corpo, ed è profeticamente cosciente di questa chiamata, quando proclama nel Magnificat: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48).
L’Assunzione è dunque un atto di glorificazione, ma anche un segno di ciò che ci attende: in Maria contempliamo ciò che siamo chiamati a diventare.
2. L’Assunzione: compimento del cammino di fede di Maria
Per Benedetto XVI (2009, 2010), Maria è assunta nella gloria perché ha creduto. La sua fede è il cuore di tutto:
«La fede è la grandezza di Maria» (2010); «Colei che in ogni momento ha accolto la Parola di Dio è assunta in cielo» (2009).
È una fede viva e operosa, capace di fidarsi anche nell’oscurità, sotto la croce. In questo Maria diventa “paradigma per la fede della Chiesa” (Lumen gentium 64–65), cioè modello per ogni credente.
Come ha detto Elisabetta, e come Benedetto XVI sottolinea più volte: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45).
3. Maria: già risorta in Cristo
Nel 2010 il Papa spiegava che Maria vive già ciò che attendiamo nel Credo:
«Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».
L’Assunzione è l’anticipo della risurrezione promessa a tutti, perché: «Con il Battesimo siamo già risuscitati e sediamo nei cieli in Cristo Gesù» (Ef 2,6), ma, aggiunge il Papa,
«in noi l’unione con Cristo è ancora incompiuta; in Maria è compiuta».
4. Che cosa significa “cielo”?
Nel 2010, Benedetto XVI affronta con grande lucidità una domanda moderna: «Che cos’è il cielo? È un luogo? È un’illusione?».
E risponde: «In Dio c’è un posto per noi. Con “cielo” vogliamo affermare che Dio, il Dio fattosi vicino a noi, non ci abbandona neppure oltre la morte».
Il cielo non è una stella lontana, ma l’eternità dell’amore di Dio, che ci custodisce non come “ombre”, ma come persone reali.
«Dio ci ha pensati, ci ama, ci attende. Questo è il cielo». E ancora: «L’uomo Gesù, che è Dio, è la garanzia che l’essere uomo ed essere Dio possono vivere eternamente l’uno nell’altro».
5. Maria è l’Arca dell’Alleanza vivente
Nel 2011 e nel 2012, Benedetto XVI offre una potente immagine biblica: «Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve l’arca dell’alleanza» (Ap 11,19).
Per il Papa, Maria è la vera Arca dell’Alleanza, non un simbolo, ma una persona viva:
«Dio non abita in un mobile, abita in una persona. Maria ha portato nel suo grembo il Figlio eterno di Dio. Ha accolto in sé la Parola vivente» (2011).
Per questo la liturgia la invoca come “Foederis Arca”, l’Arca dell’Alleanza d’amore fra Dio e l’umanità. E il parallelo evangelico è chiaro: "come Davide danza davanti all’arca, così Giovanni sussulta nel grembo di Elisabetta alla visita di Maria" (2012).
6. L’Assunzione ci parla anche di noi
Maria è assunta in cielo, ma non si allontana. Al contrario:
«Chi va a Dio si avvicina, perché Dio è vicino a tutti noi» (2012). «Maria, unita a Dio, ha un cuore così grande che tutta la creazione può entrare in esso» (cita san Gregorio Magno, 2012).
In lei vediamo che in Dio c’è spazio per l’uomo. E anche che nell’uomo c’è spazio per Dio: «Apriamoci come Maria si è aperta: “Avvenga di me secondo la tua parola”».
Questa apertura a Dio non ci rimpicciolisce, ma ci rende grandi, luminosi, pieni di senso.
7. Speranza nella lotta: Maria, donna gloriosa e forte
Nel 2007 e nel 2009, Benedetto XVI richiama l’immagine della donna dell’Apocalisse (Ap 12): «La vita dell’uomo è un cammino nella tensione tra il drago e la donna, tra il bene e il male».
Maria è la donna vestita di sole, che guida e protegge nel combattimento spirituale. Citando Spe Salvi (n. 49), afferma: «Maria è la stella che ci guida verso Gesù, sole sorto sulle tenebre della storia».
8. L’Assunzione ci dà una speranza concreta
Nell’ultima omelia del 2012, il Papa ci lascia una parola forte e semplice: «Dio ci aspetta. Non andiamo nel vuoto, ma troviamo l’Amore eterno».
Maria è aurora e splendore della Chiesa trionfante, consolazione e speranza per chi è ancora in cammino.
«La speranza cristiana non è nostalgia del cielo, ma desiderio vivo e operoso di Dio qui nel mondo», che ci rende pellegrini infaticabili, pieni di coraggio e amore.
Una sinfonia di fede e bellezza
Tra il 2005 e il 2012, Benedetto XVI ha offerto una ricca catechesi mariana sull’Assunzione, che possiamo riassumere in cinque nuclei centrali:
- Maria è assunta in anima e corpo: anticipa il destino finale dei redenti.
- È la vera Arca dell’Alleanza, dimora vivente di Dio, e figura della Chiesa.
- La sua fede assoluta è la radice della sua gloria e il modello per i credenti.
- Maria è segno di vittoria sull’egoismo e sulla morte, guida luminosa contro il male.
- È consolazione e speranza per il popolo in cammino, anticipazione della gloria futura.
Conclude Benedetto XVI (2012):
“Dio ci aspetta… e troviamo, andando all’altro mondo, la bontà della Madre, troviamo i nostri, troviamo l’Amore eterno. Dio ci aspetta: questa è la nostra grande gioia e la grande speranza che nasce proprio da questa festa”.
“In Dio c’è spazio per l’uomo” e “nell’uomo c’è spazio per Dio”. Maria, pienamente unita al Signore, non si allontana da noi, ma ci è ancora più vicina, perché partecipa della presenza stessa di Dio. Il cuore di Maria, come quello di Dio, è abbastanza grande da contenere tutti.

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