Giubileo dei giovani, a sorpresa il Papa in Piazza San Pietro 

6 mesi ago · Updated 6 mesi ago

A volte la grazia si manifesta nei momenti più semplici e inaspettati. Così è accaduto nella serata di , martedì 29 luglio 2025 quando, alla fine della messa, Mons. Rino Fisichella, ha detto: “Non andate via, il Papa ci fa una sorpresa e ci viene a salutare”.

Pochi istanti dopo, la scena: Papa Leone appare tra la gente, prima a piedi, poi sulla papamobile, circondato dal calore di migliaia di giovani. Un boato, poi il silenzio, quello pieno di emozione. Il Papa alza la mano, sorride. Le sue parole sono semplici, ma cariche di potenza: "Buonasera, buenas tarde, good evening. Siete la luce del mondo. Il mondo necessita di speranza, speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza nel mondo. Nei prossimi giorni avrete l’opportunità di essere la forza di Dio, di dare luce di speranza al mondo. Camminiamo insieme con la fede in Gesù Cristo. Diciamo tutti: vogliamo la pace nel mondo".

Non era previsto, non era annunciato, ma forse è proprio questo che ha reso l’incontro così toccante. Nessuna scenografia, nessuna coreografia: solo un Pastore e il suo popolo. I giovani lo ascoltano con occhi lucidi. Alcuni pregano, altri filmano con il cellulare. Ma in tutti, la stessa consapevolezza: è un momento che porteranno nel cuore per sempre.

Tra social e realtà: "Andate a riparare le reti!"

Poche ore prima, Leone XIV aveva rivolto il suo discorso ufficiale ai giovani radunati in San Pietro. Un messaggio forte, urgente, chiaro: “La pace sia con voi!”, ha esordito, ricordando come questo saluto del Risorto risuoni oggi più necessario che mai, in un mondo dilaniato da guerre, odio e solitudini digitali.

Ha esortato i ragazzi a diventare "discepoli missionari della speranza", capaci di raggiungere "fino agli estremi confini della terra" ogni cuore che aspetta, che cerca, che soffre. Ha parlato del mondo digitale come un terreno di missione, dove occorre cercare "la carne sofferente di Cristo" e costruire una cultura di umanesimo cristiano. “La nostra missione non è solo generare contenuti, ma incontrare cuori”, ha detto.

Poi, un appello accorato: “Andate a riparare le reti!”. Quelle rotte delle relazioni, dell’amore, della condivisione. “Non contano i follower, conta l’amore. Contano gli sguardi veri, non i filtri. Voi potete tessere la rete di Dio: una rete che salva, una rete di verità.”

E infine, con un sorriso: “Siete la luce del mondo. Speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza. Camminiamo insieme con la fede in Gesù Cristo. Diciamo tutti: vogliamo la pace nel mondo!”

Gli eventi del Giubileo dei Giovani

Il Giubileo dei Giovani 2025 è cominciato da pochi giorni e Roma si è trasformata in un’immensa culla di energie e lingue diverse: quasi un milione di ragazze e ragazzi da 140 Paesi sono arrivati nella Capitale per vivere un’esperienza di fede, condivisione e testimonianza. Il programma delle prossime giornate è fitto e ricco di significato:

  • Mercoledì 30 e Giovedì 31 luglio: i “Dialoghi con la città” trasformeranno Roma in un teatro diffuso, con eventi culturali, spirituali e artistici che coinvolgeranno ogni angolo della metropoli.
  • Venerdì 1 agosto: al Circo Massimo, una giornata di silenzio, riflessione e riconciliazione. Un’intera città inginocchiata davanti al perdono.
  • Sabato 2 agosto: a Tor Vergata, tra musica, testimonianze e preghiera, ci sarà la Veglia con il Santo Padre. Migliaia di giovani dormiranno sotto le stelle, uniti da una stessa fede.
  • Domenica 3 agosto: sempre a Tor Vergata, Leone XIV celebrerà la Messa conclusiva. Sarà il culmine di un cammino, ma anche l’inizio di una missione che continuerà nel mondo.

Ma oggi, con quell'apparizione improvvisa in Piazza San Pietro, Leone XIV ha fatto qualcosa di più che salutare. Ha dato il tono a un’intera settimana: ha reso visibile un amore che cammina tra la gente, che non ha bisogno di palchi, ma solo di cuori disposti ad ascoltare.

E forse, proprio per questo, i giovani lo hanno accolto non come un’autorità distante, ma come un padre, un compagno di strada, un fratello. Il Giubileo dei Giovani ci fa vedere che la speranza ha un volto: quello di migliaia di ragazzi che, guidati dal Vangelo, vogliono rispondere a una sola chiamata: “Andate e costruite la pace”.

 

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